Leyla vince 300 mila euro a Chi vuol essere milionario e accende il tema dei ricercatori senza lavoro
Leyla conquista Chi vuol essere milionario e vince 300 mila euro grazie alla sua preparazione, ma racconta di essere senza lavoro nonostante un curriculum internazionale.
La puntata di domenica 22 marzo di Chi vuol essere milionario ha incoronato Leyla, 38 anni, ricercatrice originaria di Pisa, protagonista di una scalata brillante fino a 300 mila euro. La concorrente ha impressionato pubblico e studio per lucidità e preparazione, arrivando a un passo dal traguardo massimo.
Non si tratta solo di un percorso televisivo. Leyla ha raccontato di aver lavorato in università tra Stati Uniti, Germania, Svizzera, Inghilterra e Irlanda, specializzandosi in letteratura medievale. Oggi però è senza occupazione, un dato che ha dato un peso diverso alla sua presenza in studio.
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Fin dall’inizio del gioco ha mostrato sicurezza. Superate le selezioni insieme agli altri concorrenti, ha puntato subito a cifre alte. Ha risposto senza esitazioni a domande che spaziavano dalla cultura pop, come la soap Beautiful, fino alla letteratura russa e alla storia.
La svolta è arrivata con il quesito da 300 mila euro sulla nascita della canzone “Nel blu dipinto di blu”. Leyla ha collegato il testo di Franco Migliacci ai dipinti di Marc Chagall, scelta che le ha permesso di proseguire tra l’entusiasmo del conduttore Gerry Scotti.
Arrivata alla domanda finale da un milione di euro, dedicata alla vita di San Francesco d’Assisi prima della conversione, la concorrente ha deciso di fermarsi. Dopo un confronto con il compagno Alessandro, ha preferito non rischiare e tenere la vincita già conquistata. La risposta esatta riguardava il periodo di prigionia a Perugia.
Oltre al risultato, ha colpito il contrasto tra il livello della sua preparazione e la mancanza di un impiego stabile. Gerry Scotti ha richiamato l’attenzione su questo aspetto, parlando di una situazione che riguarda molti giovani studiosi italiani.
Prima di lasciare lo studio, Leyla ha mostrato una medaglia ricevuta dalla Società Dantesca Italiana per una Lectura Dantis. Un oggetto simbolico che racconta il suo percorso e la passione per lo studio che l’ha portata fino alla vincita.