Referendum giustizia, oggi urne aperte fino alle 15 affluenza al 46,07%

Referendum sulla giustizia, seggi aperti oggi fino alle 15 per completare il voto sulla riforma che separa le carriere dei magistrati. Ieri affluenza al 46,07%, con forti differenze tra Nord e Sud.

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Referendum giustizia, oggi urne aperte fino alle 15 affluenza al 46,07%

Secondo giorno di voto per il referendum sulla giustizia. Oggi, lunedì 23 marzo, i seggi restano aperti dalle 7 alle 15. Subito dopo partirà lo spoglio delle schede che determinerà l’esito della consultazione.

Nella prima giornata l’affluenza si è fermata al 46,07%. I dati variano molto tra le regioni: in testa Emilia-Romagna con il 53,7%, seguita da Toscana (52,49%), Lombardia (51,83%), Veneto (50,55%) e Umbria (50,11%). Più bassa la partecipazione nel Mezzogiorno, con Sicilia al 34,94% e Calabria al 35,70%.

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Il confronto con il recente passato evidenzia una partecipazione più alta: nel giugno 2025, per il referendum su cinque quesiti tra lavoro e cittadinanza, alla stessa ora aveva votato il 22,73% degli aventi diritto.

Il quesito sottoposto agli elettori riguarda una revisione della Costituzione su più articoli, con l’obiettivo di modificare l’ordinamento giudiziario e introdurre nuovi organi disciplinari. Al centro della riforma c’è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

La proposta prevede due distinti Consigli superiori della magistratura: uno per i magistrati giudicanti e uno per quelli requirenti. Entrambi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica e composti per due terzi da magistrati sorteggiati e per un terzo da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza.

Tra le novità figura anche l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, organo incaricato di valutare le responsabilità dei magistrati. Sarà composta da quindici membri scelti tra giuristi e magistrati con lunga esperienza, con incarico di quattro anni non rinnovabile.

I giudici dell’Alta Corte saranno selezionati in parte dal Presidente della Repubblica, in parte tramite sorteggio da elenchi predisposti dal Parlamento, e in parte tra magistrati con almeno vent’anni di servizio. Il presidente verrà eletto tra i membri non togati.