Jessica Foster, la finta soldatessa creata con l'intelligenza artificiale che ha ingannato il web

Jessica Foster ha conquistato il web fingendosi soldatessa americana grazie a immagini generate dall’intelligenza artificiale. Il profilo, seguito da oltre un milione di utenti, mescolava propaganda politica e contenuti provocanti.

Jessica Foster
Jessica Foster, la finta soldatessa creata con l'intelligenza artificiale che ha ingannato il web

Per mesi Jessica Foster è apparsa come una giovane militare statunitense, sempre in uniforme e spesso ritratta accanto ai luoghi simbolo del potere americano. In realtà non è mai esistita. Dietro il profilo c’era un sistema di intelligenza artificiale capace di costruire immagini credibili e una narrazione studiata nei dettagli.

Il personaggio ha raccolto oltre un milione di follower su Instagram grazie a foto patinate e scene costruite: scorte presidenziali, voli ufficiali, momenti di relax con altre soldatesse. Tutto era pensato per attirare attenzione, tra richiami patriottici e contenuti più leggeri, fino a sfiorare il provocante.

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Le immagini, curate nei minimi particolari, mostravano Jessica con occhi azzurri e divisa impeccabile. La combinazione tra estetica accattivante e messaggi vicini all’area politica di Donald Trump ha reso il profilo virale, trasformandolo in un potente strumento di consenso e intrattenimento.

Dietro la figura non c’era alcuna carriera militare. Un gestore anonimo ha costruito il personaggio per generare interazioni e guadagni, sfruttando contenuti pensati per orientare il pubblico. Le scene più intime e ironiche servivano a fidelizzare gli utenti, mentre i riferimenti politici rafforzavano l’identità del profilo.

Il caso non è isolato. Sui social si moltiplicano profili simili: autiste di camion, agenti di polizia, pilote. Tutte donne create digitalmente, spesso bellissime e con posizioni politiche ben definite. Negli Stati Uniti queste storie risultano credibili perché si inseriscono in un immaginario realistico, alimentato da immagini sempre più sofisticate.

La vicenda di Jessica Foster si è conclusa con la chiusura dell’account per violazione delle regole della piattaforma. Resta però il dato più evidente: milioni di utenti hanno seguito e creduto a un’identità che non è mai esistita.