Meningite nel Kent, ipotesi su ceppo MenB più trasmissibile

Meningite nel Kent, aumento dei contagi legato a un possibile ceppo MenB più contagioso e a un focolaio nato in una discoteca affollata. Gli esperti indagano su mutazioni e dinamiche di diffusione tra giovani.

Meningite
Meningite nel Kent, ipotesi su ceppo MenB più trasmissibile

Un focolaio di meningite B nel Kent, nel Regno Unito, ha acceso l’attenzione degli epidemiologi per un numero di casi considerato anomalo. L’epidemia, partita da un evento in una discoteca di Canterbury, ha coinvolto rapidamente molte persone, soprattutto giovani.

Tra le spiegazioni al vaglio c’è quella di un possibile cambiamento del batterio. Secondo Emma Wall, infettivologa della Queen Mary University di Londra, il ceppo potrebbe aver acquisito una maggiore capacità di diffusione, anche se al momento si tratta solo di una pista ancora in fase di verifica.

Leggi anche: Meningite B nel Kent, 27 casi e due vittime: richiesta di vaccini per giovani e studenti

Un’altra chiave di lettura riguarda le modalità di trasmissione. Il contagio iniziale tra persone sconosciute in un locale molto frequentato avrebbe reso difficile ricostruire i contatti, favorendo una circolazione più ampia rispetto ai casi tipici, che di solito restano confinati in ambienti come famiglie o residenze studentesche.

Anche Robin May, responsabile scientifico dell’agenzia sanitaria britannica, ha indicato due possibili fattori: da un lato i comportamenti individuali, dall’altro una possibile evoluzione del batterio. Ciò che colpisce è la concentrazione dei casi riconducibili a un unico episodio.

Per Andrew Preston, docente all’università di Bath, un cambiamento così rapido nella diffusione della malattia potrebbe indicare una modifica del microrganismo. Tuttavia le analisi preliminari suggeriscono che il ceppo individuato non sia nuovo, ma simile a quelli presenti nel Paese da alcuni anni. Serviranno esami più approfonditi per chiarire eventuali differenze.

Nel locale collegato al focolaio, comportamenti come la condivisione di bevande o sigarette elettroniche avrebbero facilitato il passaggio del batterio. Situazioni simili, comuni tra studenti e giovani, potrebbero replicarsi anche altrove.

Di norma la trasmissione del meningococco avviene tramite scambio di saliva, per esempio con baci o oggetti condivisi. In contesti ristretti è più semplice intervenire, mentre un ambiente affollato e con persone non identificabili rende molto più complesso il tracciamento.

Le autorità sanitarie hanno esteso la campagna di vaccinazione e la somministrazione di antibiotici ai gruppi a rischio. Rintracciare tutti i presenti nella discoteca resta difficile, anche perché molti non si conoscevano e non esistono elenchi completi dei partecipanti.

Secondo gli esperti, l’episodio potrebbe essere il risultato di più fattori combinati: la presenza di soggetti particolarmente contagiosi, un ambiente chiuso e affollato e una popolazione giovane non sempre esposta in precedenza al batterio.