Jasmine Trinca racconta le molestie e il legame con la madre
Jasmine Trinca racconta le molestie subite e il legame con la madre, spiegando come l’educazione ricevuta e il sostegno familiare l’abbiano aiutata a reagire e a non provare vergogna.
Jasmine Trinca torna a parlare della sua storia personale, intrecciando ricordi familiari e momenti difficili vissuti in prima persona. L’attrice ripercorre un’infanzia segnata dalla perdita del padre quando era molto piccola, una mancanza che non le ha lasciato ricordi diretti ma che ha inciso profondamente sul suo percorso.
Accanto a lei è rimasta sempre la madre, Stefania, figura centrale nella sua crescita. Un rapporto forte, costruito giorno dopo giorno anche in condizioni semplici, che le ha trasmesso determinazione e senso di integrità. Trinca racconta di averle fatto compagnia fino agli ultimi momenti di vita, descrivendo il loro legame come una vera squadra.
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Guardando indietro, l’attrice ricorda anche i sogni dell’infanzia, quando immaginava un futuro da archeologa grazie alla passione per la storia nata tra i banchi di scuola. Un desiderio lontano dal cinema, ma che racconta la curiosità e l’interesse che l’hanno accompagnata fin da giovane.
Nel corso dell’intervista affronta poi un tema più delicato, quello delle molestie, su cui si espone da tempo anche pubblicamente. Trinca sottolinea quanto sia fondamentale riconoscere i comportamenti abusivi e ribadisce il valore del consenso, invitando a non avere timore di denunciare dinamiche di potere sbilanciate.
L’attrice rivela di aver vissuto in prima persona situazioni di questo tipo. Oggi, dice, reagirebbe diversamente rispetto al passato, ma non rinnega il proprio percorso. Insiste su un punto preciso: chi subisce non deve sentirsi in colpa né provare vergogna, perché la responsabilità non è mai della vittima.