Juliette Kenny morta a 18 anni per meningite B, nel Kent focolaio con decine di casi

Juliette Kenny muore a 18 anni per meningite B in meno di 12 ore dopo i primi sintomi, nel Kent colpito da un focolaio con decine di casi. La giovane, sportiva e in salute, aveva avvertito solo vomito e un’anomala macchia sul viso.

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Juliette Kenny morta a 18 anni per meningite B, nel Kent focolaio con decine di casi

Juliette Kenny è morta a 18 anni dopo aver contratto la meningite B, un’infezione che nel suo caso si è rivelata fulminante. La ragazza viveva nel Kent, nel Regno Unito, area dove si registra un aumento dei contagi: al momento si contano 29 persone colpite dal batterio.

La malattia si è manifestata all’improvviso venerdì 13 marzo. Il giorno prima Juliette aveva sostenuto una prova pratica di educazione fisica per il diploma, senza alcun problema. Nelle prime ore del mattino è comparso il primo segnale, un episodio di vomito. Poco dopo, sulle guance è apparsa una strana decolorazione, segnale che ha spinto i familiari a portarla subito in ospedale.

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I medici hanno avviato immediatamente la terapia antibiotica e disposto il trasferimento in ambulanza, ma il peggioramento è stato rapidissimo. In meno di dodici ore Juliette è morta. «Ha combattuto fino alla fine», ha raccontato il padre Michael, spiegando che la figlia ha sentito le loro voci fino agli ultimi istanti.

Alla tragedia si aggiunge la scoperta legata al vaccino. Nel Regno Unito la profilassi contro la meningite B è offerta gratuitamente solo ai neonati. Adolescenti e giovani adulti, tra i più esposti, non rientrano nella copertura del sistema sanitario pubblico e devono pagare la vaccinazione privatamente.

I genitori sostengono di non essere a conoscenza di questa limitazione. «Non sappiamo se avrebbe fatto la differenza, ma altri devono avere questa possibilità», hanno spiegato. Da qui la decisione di sostenere una campagna per ampliare l’accesso gratuito alla vaccinazione.

Insieme alla Meningitis Research Foundation, la famiglia chiede al Governo britannico di intervenire. Secondo l’organizzazione, la mancata estensione del programma è legata ai costi. «Il denaro non può essere un ostacolo davanti a una malattia che può uccidere in poche ore», ha dichiarato il responsabile Vinny Smith.

Per i Kenny, l’impegno nasce dal dolore ma guarda al futuro. Vogliono che la storia della figlia serva a cambiare le cose e a proteggere altri ragazzi da una malattia fulminante che può colpire senza preavviso.