Arisa torna in tv con Canzonissima e parla di Sanremo e nuove sfide
Arisa torna in tv con Canzonissima per motivi economici e lancia il nuovo singolo nato da una relazione finita. La cantante parla di lavoro, musica e scelte a Sanremo, tra delusioni personali e critiche al sistema.
Arisa riparte dalla televisione e dalla musica. La cantante sarà tra i volti della nuova edizione di Canzonissima, in partenza sabato su Rai 1. Una scelta che non nasconde: lavorare in tv è anche una necessità economica. «Mi finanzio da sola e ho bisogno di lavorare», racconta, spiegando come oggi la sua carriera proceda senza grandi strutture alle spalle.
Parallelamente arrivano nuovi progetti discografici. È uscito il singolo “Il tuo profumo” e in primavera pubblicherà l’album “Foto mosse”. Brani a cui ha partecipato anche come autrice, un traguardo personale per un’artista che descrive il proprio percorso come una continua prova in un settore dove, dice, «anche le donne devono dimostrare sempre qualcosa in più».
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Non manca un passaggio su Sanremo, con un commento sulla scelta di affidare a Stefano De Martino un ruolo centrale. «È bravo e farà bene», precisa, ma aggiunge che avrebbe preferito vedere una figura musicale come Elisa in quella posizione. Una riflessione che, secondo lei, racconta quanto certi equilibri restino difficili da cambiare.
Il Festival resta comunque un punto fermo nella sua vita. «Quando finisce mi sento vuota», ammette. Lo definisce casa, un luogo da cui però si esce con una sensazione di solitudine dopo il caos dei giorni sul palco dell’Ariston.
Il nuovo singolo nasce invece da un’esperienza personale. “Il tuo profumo” parla di un amore finito male, tra promesse non mantenute e una gelosia che nasconde dolore. Arisa racconta di aver scritto il brano dopo una forte lite con l’ex compagno. «Do sempre tutto nelle relazioni», dice, riconoscendo però la delusione quando dall’altra parte non accade lo stesso.
Tra televisione e musica, la scelta di partecipare a Canzonissima diventa quindi anche un modo per restare attiva e sostenere i propri progetti. «Se posso portare la musica in tv, ancora meglio», aggiunge, rivendicando il bisogno di lavorare senza rinunciare alla propria identità artistica.