Lino Banfi racconta Totò e la morte, tra carriera e ironia
Lino Banfi racconta la sua carriera e la vita lunga novant’anni, tra ricordi e ironia. Ospite di un podcast, svela un consiglio di Totò sul cognome e parla senza paura della morte, che dice di aver già affrontato con leggerezza.
Lino Banfi torna a parlare della sua lunga carriera e della vita privata in una chiacchierata senza filtri durante una puntata di Tintoria Podcast. Con Daniele Tinti e Stefano Rapone, l’attore pugliese ripercorre i passaggi decisivi del suo percorso, dai primi spettacoli fino alla popolarità televisiva.
Tra i ricordi più vividi spunta l’incontro con Totò, che gli diede un consiglio destinato a segnare il suo futuro. Il grande comico gli suggerì di cambiare cognome, perché il diminutivo di quello originale non portava fortuna. Banfi seguì quell’indicazione senza esitazioni.
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Non manca uno sguardo agli inizi, segnati anche da un episodio inatteso. Da giovane fu allontanato dal seminario, un momento che gli fece capire di non essere portato per la vita religiosa. La sua strada, racconta, era un’altra: salire su un palco e far ridere il pubblico.
L’attore affronta poi con leggerezza anche temi più delicati, come la vecchiaia e la morte. Dice di averci “parlato” e di aver ricevuto una sorta di risposta: il tempo non è finito, ma la partita è ormai ai supplementari.
Spazio anche alla televisione, con un’idea rimasta nel cassetto per Un Medico in Famiglia. Banfi immaginava un finale sorprendente, con il suo personaggio protagonista di un funerale finto, pronto a rialzarsi dalla bara e sorprendere tutti con una battuta.