Iran, il regime resta in piedi e rafforza i Pasdaran dopo gli attacchi
Il regime iraniano resta al potere dopo gli attacchi Usa e Israele perché ha retto l’urto militare e politico. Secondo analisi dell’intelligence americana, Teheran esce indebolita ma più rigida, con i Pasdaran sempre più centrali.
Il potere a Teheran non crolla. Dopo settimane di operazioni militari americane e israeliane, la Repubblica islamica continua a reggere e potrebbe irrigidirsi ulteriormente. È la valutazione che emerge da analisi dell’intelligence statunitense, secondo cui non ci sono segnali concreti di un cambio di regime nel breve periodo.
Secondo funzionari e analisti occidentali, la leadership iraniana si sente sopravvissuta allo scontro diretto con Washington e ne esce politicamente rafforzata, pur con risorse ridotte. In questo quadro, cresce il peso dei Pasdaran, destinati ad assumere un controllo ancora più marcato sugli equilibri interni.
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Fonti americane riferiscono che le valutazioni riservate indicavano già prima del conflitto la possibilità di un rafforzamento del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Il presidente Donald Trump avrebbe ricevuto briefing molto preoccupanti, che anticipavano uno scenario in cui il regime non solo avrebbe resistito, ma avrebbe consolidato alcune leve di potere.
Per osservatori europei, lo scenario più probabile dopo la fase bellica è quello di un sistema guidato proprio dai militari iraniani, indebolito ma ancora operativo. Teheran manterrebbe capacità nucleari e missilistiche, oltre alla rete di alleanze nella regione.
Nel Golfo Persico cresce la tensione. I partner arabi degli Stati Uniti denunciano di essere esposti alle ritorsioni iraniane, tra attacchi con missili e droni. Secondo fonti locali, Washington avrebbe garantito un’operazione breve, mentre ora si teme che Teheran voglia allungare il conflitto per colpire indirettamente i Paesi vicini.