Iran, Meloni frena su Hormuz e punta sul rafforzamento della missione Aspides
Giorgia Meloni parla della sicurezza nello Stretto di Hormuz dopo la richiesta degli Stati Uniti agli alleati. La premier avverte che un eventuale intervento militare segnerebbe un coinvolgimento più diretto nel conflitto.
Un eventuale intervento nello Stretto di Hormuz rischierebbe di aumentare il coinvolgimento diretto dei Paesi occidentali nella crisi in Medio Oriente. Lo ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo durante la trasmissione televisiva Quarta Repubblica su Rete4, rispondendo alle domande sulla richiesta degli Stati Uniti di creare una coalizione per garantire la sicurezza della navigazione nell’area.
Meloni ha ribadito che per l’Italia la libertà di navigazione resta un principio fondamentale. La premier ha ricordato che proprio su questo tema è stata diffusa una dichiarazione condivisa con i partner internazionali. Tuttavia ha chiarito che un intervento diretto nello stretto rappresenterebbe un passaggio ulteriore sul piano militare e politico.
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Secondo la presidente del Consiglio, muoversi in quella direzione significherebbe infatti compiere “un passo in avanti nel coinvolgimento”, lasciando intendere la necessità di valutare con attenzione ogni scelta operativa nella regione.
Per il momento, ha spiegato Meloni, l’azione che l’Italia può sostenere riguarda il rafforzamento della missione europea Aspides. L’operazione è attiva nel Mar Rosso e ha l’obiettivo di proteggere il traffico commerciale dalle minacce alla sicurezza marittima che negli ultimi mesi hanno colpito diverse rotte strategiche.