Fabregas accusa Gasperini dopo Como-Roma Non mi ha salutato

Cesc Fabregas accusa Gian Piero Gasperini dopo Como-Roma per il mancato saluto finale. La partita, decisa dalla rimonta dei lombardi per 2-1, lascia tensioni anche fuori dal campo con polemiche sull’arbitraggio e sull’espulsione di Wesley.

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Fabregas accusa Gasperini dopo Como-Roma Non mi ha salutato

La sfida tra Como e Roma, decisiva nella corsa al quarto posto e quindi alla prossima Champions League, si è chiusa con la vittoria dei padroni di casa per 2-1. Ma al triplice fischio il clima si è acceso anche fuori dal campo. Protagonisti della discussione i due allenatori, Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini.

Secondo quanto raccontato dallo stesso tecnico del Como, Gasperini avrebbe lasciato il terreno di gioco dirigendosi subito verso gli spogliatoi senza fermarsi per il saluto di rito. Fabregas non ha nascosto il proprio disappunto: Non è stato un gesto sportivo, ha spiegato nel dopogara, ricordando che a fine partita è sua abitudine stringere la mano all’avversario a prescindere dal risultato.

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L’allenatore spagnolo ha ricostruito la scena: si sarebbe avvicinato per salutare il collega, accorgendosi però che Gasperini stava già entrando nel tunnel. Fabregas ha aggiunto che, da dove viene lui, il saluto finale tra tecnici è una forma di rispetto che vale sia dopo una vittoria sia dopo una sconfitta.

Dall’altra parte, Gasperini ha spostato l’attenzione sugli episodi arbitrali. Il tecnico della Roma ha contestato soprattutto l’azione che ha portato all’espulsione di Wesley per doppia ammonizione nel secondo tempo, episodio che ha cambiato l’equilibrio della partita.

Secondo l’allenatore giallorosso, il difensore non avrebbe commesso fallo su Diao. Gasperini sostiene che il giocatore abbia cercato di evitare il contatto e che la decisione dell’arbitro abbia inciso pesantemente sull’andamento della gara.

L’episodio contestato arriva al 64’. Poco prima il Como aveva trovato il pareggio con Douvikas, dopo il vantaggio iniziale della Roma firmato su rigore da Malen. Su un contropiede dei lombardi, Wesley interviene su Diao e l’arbitro decide per il secondo giallo, lasciando la Roma in dieci uomini.

Il tecnico romanista protestava già dalla panchina, anche perché stava preparando la sostituzione del giocatore espulso. In questo caso il Var non può intervenire, come previsto dal regolamento per le ammonizioni. Le immagini mostrano un contatto minimo tra i due calciatori, interpretato in modo diverso dalle due panchine.