Caso Epstein, governo britannico sotto pressione per i messaggi WhatsApp di Peter Mandelson

Keir Starmer affronta nuove tensioni politiche dopo il caso Mandelson legato a Jeffrey Epstein. I messaggi WhatsApp dell’ex ambasciatore negli Stati Uniti saranno esaminati dal Parlamento e potrebbero causare altre dimissioni nel governo britannico.

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Caso Epstein, governo britannico sotto pressione per i messaggi WhatsApp di Peter Mandelson

Il primo ministro britannico Keir Starmer rischia di affrontare nuove dimissioni nel suo esecutivo quando verranno resi pubblici alcuni messaggi WhatsApp attribuiti a Peter Mandelson. Secondo fonti governative, parte delle conversazioni potrebbe contenere elementi imbarazzanti per diversi esponenti politici.

I messaggi saranno analizzati dalla commissione parlamentare per l’intelligence e la sicurezza, formata da membri della Camera dei Comuni e della Camera dei Lord. L’organismo dovrà stabilire quali contenuti possano essere divulgati senza compromettere la sicurezza nazionale. La pubblicazione non è prevista prima di alcune settimane.

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La decisione di rendere pubblici gli scambi è arrivata dopo una mozione parlamentare sostenuta dai conservatori. Il caso è esploso quando Mandelson è stato rimosso dal ruolo di ambasciatore nel Regno Unito negli Stati Uniti dopo appena nove mesi, a seguito di nuove rivelazioni sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein.

Nei giorni scorsi Starmer ha ammesso di aver sbagliato nella gestione della nomina di Mandelson. Il premier ha dichiarato di assumersi la responsabilità della scelta e ha chiesto scusa alle vittime di Epstein, riconoscendo pubblicamente l’errore.

L’ex esponente laburista è stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio di una carica pubblica. Alcune e-mail provenienti dai cosiddetti file Epstein del Dipartimento di Giustizia statunitense indicherebbero che, quando era ministro per le imprese nel governo di Gordon Brown, avrebbe trasmesso informazioni riservate all’imprenditore americano. Mandelson ha sempre respinto ogni accusa di irregolarità.

Nel frattempo diversi membri del governo e dell’apparato amministrativo sono stati invitati a far controllare i propri telefoni. Tra loro anche figure che non ricoprono più incarichi, come l’ex vicepremier Angela Rayner, l’ex capo di gabinetto Morgan McSweeney e l’ex direttore della comunicazione Matthew Doyle.