Bambina con Hiv non curata, Matteo Bassetti accusa i genitori
Matteo Bassetti critica duramente il caso della bambina con Hiv non curata dai genitori contrari ai vaccini. Secondo l’infettivologo la malattia, diagnosticata solo a sei anni, poteva essere gestita con terapie tempestive.
Il caso di una bambina sieropositiva mai seguita da medici per anni ha acceso il dibattito. A intervenire è stato anche l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, che sui social ha parlato di ignoranza e antiscienza nella gestione della salute della minore.
Secondo quanto ricostruito, durante la gravidanza la madre avrebbe nascosto la propria sieropositività all’Hiv. Dopo la nascita della figlia, avvenuta nel 2017, non sarebbero stati effettuati controlli per verificare un eventuale contagio e la bambina non sarebbe mai stata seguita con regolarità da un pediatra.
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Per anni la piccola non sarebbe stata sottoposta a visite mediche né vaccinata. Le condizioni di salute, nel tempo, sono peggiorate. Camminava con difficoltà, risultava denutrita e presentava parametri di crescita molto bassi. A sei anni portava ancora il pannolino.
Quando una pediatra ha valutato la situazione, ha chiesto un ricovero urgente in ospedale. I genitori si sarebbero opposti. Solo successivamente la bambina è stata ricoverata in condizioni gravissime, rimanendo in ospedale per circa un anno con rischio concreto per la vita.
La vicenda è ora al centro di un processo a Bologna. I genitori devono rispondere dell’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti della figlia.
Commentando il caso, Bassetti ha ricordato che oggi l’Hiv può essere trattato con farmaci antivirali efficaci se diagnosticato in tempo. L’infettivologo ha sottolineato che un bambino nato da una madre sieropositiva dovrebbe essere seguito fin dalla nascita per evitare che la malattia arrivi allo stadio di Aids dopo anni senza cure.
Per il medico, episodi come questo mostrano come la salute dei minori non possa dipendere dalle convinzioni personali dei genitori. Se quanto emerso sarà confermato in tribunale, ha aggiunto, si tratterebbe di una situazione grave e inaccettabile.