Enrica Bonaccorti, morta a 76 anni la conduttrice e autrice della tv italiana

Enrica Bonaccorti è morta a Roma il 12 marzo 2026 a 76 anni dopo un tumore al pancreas scoperto in fase avanzata e non operabile. Negli ultimi mesi aveva raccontato pubblicamente cure, radioterapia e chemio, condividendo anche le pagine del suo diario.

Enrica Bonaccorti
Enrica Bonaccorti, morta a 76 anni la conduttrice e autrice della tv italiana

Enrica Bonaccorti è morta giovedì 12 marzo 2026 a Roma all’età di 76 anni. La conduttrice e scrittrice combatteva da tempo contro un tumore al pancreas, malattia che negli ultimi mesi aveva deciso di raccontare apertamente: dalle sedute di radioterapia alla chemioterapia, fino alla scoperta che il cancro non era operabile.

Per decenni è stata uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. La sua carriera però non si è fermata alla conduzione: è stata attrice, giornalista, autrice di canzoni e romanziera. Un percorso costruito senza clamori, con uno stile misurato che il pubblico ha imparato a conoscere negli anni.

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Nata e cresciuta in una famiglia legata alla carriera militare del padre, ha trascorso infanzia e adolescenza tra diverse città italiane negli anni Cinquanta e Sessanta. La madre, insegnante, la avvicinò presto alla cultura e alle arti. A diciotto anni si trasferì a Roma, dove iniziò a frequentare l’ambiente teatrale.

Il debutto arrivò grazie alla compagnia guidata da Domenico Modugno e Aldo Giuffré. Durante una tournée accadde un episodio destinato a cambiare il suo percorso. Bonaccorti mostrò a Domenico Modugno il diario che scriveva da ragazza. Tra quelle pagine c’era la poesia “La lontananza”, dedicata a un amore giovanile. Il cantante la trasformò nel 1970 in una delle sue canzoni più note.

In seguito collaborò ancora con Modugno firmando i versi di “Amara terra mia”. Intanto la televisione iniziava a interessarsi a lei. Recitò in sceneggiati molto seguiti come La baronessa di Carini e lavorò anche nel cinema con registi come Patroni Griffi, Festa Campanile, Salce e Samperi.

Nel 1978 arrivò il primo grande impegno da conduttrice con il quiz Il sesso forte su Rai2. Da quel momento radio e televisione diventarono il centro della sua attività. Dai microfoni di via Asiago guidò programmi come “Chiamate Roma 3131” e “Tornando a casa”, mentre sul piccolo schermo fu tra i volti di “Italia sera” accanto a Mino Damato.

Negli anni Ottanta condusse anche “Pronto, chi gioca?”, trasmissione del mezzogiorno che raccolse l’eredità lasciata da Raffaella Carrà. Più tardi passò alle reti Fininvest, dove partecipò al progetto televisivo di Gianni Boncompagni legato a Non è la Rai, episodio segnato anche da polemiche per una vicenda di gioco telefonico truccato.

Parallelamente alla televisione coltivò la scrittura. Nella maturità pubblicò cinque romanzi con case editrici come Marsilio e Baldini+Castoldi. In quegli stessi anni trovò anche una lunga stabilità sentimentale accanto a Giacomo Paladino, compagno di vita per oltre vent’anni fino alla sua morte nel 2021.

Dal matrimonio con il regista Daniele Pettinari era nata la figlia Verdiana, oggi cinquantenne. Pettinari fu anche il regista di “Cagliostro”, film per il quale Bonaccorti scrisse la sceneggiatura.

Negli ultimi tempi era tornata spesso in televisione come ospite e opinionista in talk show e reality. La malattia, raccontata senza reticenze negli ultimi mesi, ha accompagnato l’ultima fase della sua vita pubblica.

Enrica Bonaccorti, il coraggio di raccontare la malattia - Vita in diretta

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