Dazi Usa, Trump prepara nuove tariffe permanenti contro Ue e Cina
Donald Trump avvia una nuova offensiva commerciale dopo lo stop della Corte Suprema ai dazi globali. La Casa Bianca prepara tariffe permanenti contro diversi partner, tra cui Unione Europea e Cina, con indagini accelerate sulle pratiche industriali.
L’amministrazione di Donald Trump ha avviato una nuova procedura per introdurre dazi stabili sulle importazioni negli Stati Uniti. La mossa arriva dopo la decisione della Corte Suprema che ha cancellato i precedenti dazi globali giudicandoli illegittimi. Per sostituirli, Washington ha aperto una serie di indagini commerciali che potrebbero portare entro l’estate a nuove tariffe permanenti.
A coordinare l’iniziativa è il rappresentante per il commercio americano Jamieson Greer, incaricato dei negoziati sulle politiche tariffarie. L’indagine riguarda le cosiddette capacità produttive eccessive nel settore manifatturiero e coinvolge numerosi partner economici degli Stati Uniti.
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Tra i Paesi finiti sotto esame figurano Unione Europea, Cina, Giappone, Messico, Corea del Sud e India. Nell’elenco compaiono anche Taiwan, Malaysia, Vietnam, Thailandia, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Bangladesh e Cambogia, tutti coinvolti nelle verifiche sulle dinamiche della produzione industriale.
Le verifiche saranno condotte utilizzando la sezione 301 del Trade Act del 1974, norma che consente al presidente degli Stati Uniti di imporre dazi quando vengono individuate pratiche commerciali ritenute scorrette o distorsive per il mercato americano.
La nuova strategia punta a sostituire le tariffe del 10% introdotte subito dopo la sentenza della Corte Suprema. Quelle misure erano state applicate tramite la sezione 122 del Trade Act, uno strumento temporaneo che consente di mantenere i dazi per un massimo di 150 giorni senza l’approvazione del Congresso.
L’obiettivo dell’amministrazione è chiudere le indagini in tempi rapidi così da avere pronto un nuovo quadro normativo prima della scadenza di quel periodo. Greer ha spiegato che la linea politica resta invariata, mentre gli strumenti legali possono cambiare in base alle decisioni dei tribunali.