Mario Ruoso ucciso a Pordenone, l'autopsia conferma otto colpi di spranga alla testa
Mario Ruoso è stato ucciso con otto colpi di spranga alla testa davanti alla sua casa a Pordenone. L’autopsia ha confermato che la violenza dell’aggressione ha provocato l’apertura del cranio e la morte immediata dell’editore 87enne.
L’autopsia su Mario Ruoso, imprenditore ed editore 87enne di TelePordenone, ha chiarito le modalità dell’omicidio avvenuto mercoledì 4 marzo 2026 davanti alla sua abitazione. Secondo quanto emerso dall’esame medico-legale, l’uomo è stato colpito alla testa otto volte con una spranga di metallo. I colpi hanno provocato l’apertura completa della teca cranica con la fuoriuscita del cervello.
L’esame è stato eseguito martedì 10 marzo dal medico legale Antonello Cirnelli su incarico della Procura di Pordenone. All’accertamento ha preso parte anche il consulente della difesa Giovanni Del Ben, insieme all’avvocato Giorgio Mazzuccato. L’indagine necroscopica è durata oltre sei ore.
Leggi anche: Ucciso a Pordenone Mario Ruoso, fondatore di TelePordenone
I risultati confermano quanto già ammesso da Loriano Bedin, 67 anni, ex dipendente della vittima. L’uomo aveva confessato dopo essere stato interrogato dalla polizia, che aveva recuperato immagini di videosorveglianza in cui lo si vede entrare nel condominio portando con sé una spranga.
Dall’autopsia emerge che la violenza dei colpi è stata tale da fratturare anche la base del cranio, rimasta schiacciata tra la spranga e il pavimento. Per ricostruire con precisione profondità e direzione delle ferite, i medici hanno dovuto rimuovere la cute del volto e della testa, una procedura che viene adottata solo nei casi più complessi.