Neonato morto nella culla termica di Bari, patteggiamento a un anno per don Antonio Ruccia

Don Antonio Ruccia ha patteggiato un anno di reclusione per la morte del neonato Angelo nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista di Bari. Il piccolo fu trovato senza vita il 2 gennaio 2025 dopo essere stato lasciato nella struttura.

Don Antonio Ruccia
Neonato morto nella culla termica di Bari, patteggiamento a un anno per don Antonio Ruccia

Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa San Giovanni Battista di Bari, ha patteggiato una pena di un anno di reclusione con sospensione condizionale nel processo per la morte di un neonato trovato nella culla termica della parrocchia. L’accordo è stato ratificato il 10 marzo 2026 dalla giudice monocratica Luna Calzolaro.

Il bambino, poi chiamato Angelo dal sindaco di Bari Vito Leccese, era stato scoperto senza vita la mattina del 2 gennaio 2025. A notarlo fu casualmente il titolare di un’impresa funebre presente in chiesa per un funerale.

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Secondo le indagini, il piccolo morì per ipotermia poco tempo dopo essere stato lasciato nella culla termica da una persona rimasta sconosciuta. L’inchiesta per abbandono di minore è stata successivamente archiviata perché non è stato possibile identificare la madre.

Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato problemi nel sistema di sicurezza della struttura. Il dispositivo avrebbe dovuto segnalare la presenza del neonato con una chiamata al telefono del parroco e avviare il riscaldamento della culla dopo aver rilevato il peso del bambino. Quel meccanismo, però, non entrò in funzione.

Nella stanza era installato anche un climatizzatore, ma dalle verifiche è emerso che l’apparecchio immetteva soltanto aria fredda. Per l’accusa proprio queste anomalie impedirono l’attivazione tempestiva dei soccorsi.

La prima richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa era stata respinta dal giudice per l’udienza preliminare perché ritenuta troppo lieve. In seguito l’avvocato Salvatore D’Aluiso ha riproposto l’accordo con una pena più alta, poi accettata dal tribunale.

Il procedimento proseguirà invece nei confronti dell’elettricista Vincenzo Nanocchio, che nel 2014 installò il sistema di allarme e gli impianti nel locale della culla termica. Il suo processo inizierà il 3 giugno 2026 davanti alla giudice Giovanna Dimiccoli.

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Bari e coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis insieme alla pm Angela Morea.