Joshua Jackson ricorda James Van Der Beek dopo la morte per tumore al colon
Joshua Jackson ricorda l’amico James Van Der Beek morto a 48 anni per un tumore al colon. L’attore di Dawson’s Creek ha parlato pubblicamente della perdita dopo settimane di silenzio, pensando soprattutto alla moglie e ai sei figli rimasti senza padre.
Joshua Jackson ha rotto il silenzio sulla scomparsa di James Van Der Beek, morto a 48 anni dopo aver combattuto contro un tumore al colon. L’attore, intervistato nel programma televisivo Today, ha raccontato quanto la notizia lo abbia colpito, soprattutto ora che anche lui è padre. Van Der Beek lascia la moglie e sei figli.
I due si erano conosciuti alla fine degli anni Novanta sul set di Dawson’s Creek, serie che li ha resi celebri in tutto il mondo. Nella fiction interpretavano Dawson Leery e Pacey Witter, amici inseparabili ma spesso rivali, soprattutto quando entrambi si innamoravano della stessa ragazza. Quel rapporto complicato sullo schermo non ha mai cancellato il legame nato durante le riprese.
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Jackson ha spiegato di aver pensato molto all’amico nelle ultime settimane. «Per me, oggi che sono padre, la dimensione di questa perdita pesa in modo diverso», ha raccontato. L’attore è padre di una bambina di cinque anni, Juno, nata dal matrimonio con Jodie Turner-Smith. Secondo lui, ciò che conta davvero nella vita di Van Der Beek non è stata la carriera, ma la famiglia che ha costruito.
Nel ricordarlo, Jackson lo ha descritto come «un uomo buono», capace di affrontare anche le prove più dure con fede e dignità. «Era un marito straordinario e un padre presente, curioso e affettuoso», ha detto. Per questo, ha aggiunto, la perdita pesa soprattutto per i suoi cari, colpiti da una tragedia che lascia un vuoto enorme.
Durante l’intervista l’attore ha parlato anche di prevenzione. Jackson collabora con AstraZeneca in una campagna che invita a effettuare controlli regolari contro il cancro. Ha ricordato che molte persone della sua età non si sottopongono agli screening e ha lanciato un appello a non rimandare le visite mediche, anche quando l’argomento mette a disagio.