Lo Stato acquista il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio per 30 milioni
Roberto Longhi attribuì a Caravaggio il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini e ora lo Stato lo acquista per 30 milioni di euro dopo oltre un anno di trattative. Il dipinto entrerà nelle collezioni pubbliche ed è destinato a Palazzo Barberini a Roma.
Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini, attribuito a Caravaggio, diventa proprietà dello Stato italiano. L’atto di acquisto è stato firmato al Ministero della Cultura dopo una trattativa durata più di un anno. Il dipinto entrerà nelle collezioni delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e sarà esposto stabilmente a Palazzo Barberini, a Roma.
Alla firma erano presenti il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il direttore generale Musei Massimo Osanna, il direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon e il notaio Luca Amato. Con questo passaggio l’opera entra ufficialmente nel patrimonio pubblico e sarà accessibile a studiosi e visitatori.
Leggi anche: Roberto Bolle danza tra i capolavori di Caravaggio a Palazzo Barberini
L’acquisizione è stata conclusa per 30 milioni di euro. Si tratta di uno degli investimenti più elevati compiuti dallo Stato negli ultimi anni per l’acquisto di un’opera d’arte. L’obiettivo è rafforzare le collezioni pubbliche con lavori fondamentali della storia artistica italiana.
Durante la lunga negoziazione, grazie a un accordo con i proprietari, il dipinto era stato esposto nelle sale di Palazzo Barberini a partire dal novembre 2024. Il pubblico ha potuto vederlo fino alla conclusione della mostra dedicata a Caravaggio del 2025.
In quei mesi la rassegna ha registrato oltre 450 mila visitatori. L’esposizione ha permesso anche a storici dell’arte e specialisti di studiare da vicino il quadro, confermando l’attribuzione al maestro lombardo.
Secondo il Ministero della Cultura, l’acquisto rientra in una strategia più ampia per riportare nelle raccolte statali opere di grande valore storico e artistico che altrimenti potrebbero finire nel mercato privato. Tra le operazioni recenti figura anche l’ingresso nelle collezioni pubbliche dell’“Ecce Homo” di Antonello da Messina.