Padre cammina venti chilometri con il neonato morto in una scatola dopo il rifiuto dell'ambulanza in Jharkhand

Ramkhrisna Hembram ha camminato per venti chilometri con il figlio appena nato morto perché l’ospedale non gli ha fornito un’ambulanza. L’uomo ha portato il piccolo in una scatola di cartone per riportarlo nel suo villaggio e permettere alla famiglia l’ultimo saluto.

Jharkhand
Padre cammina venti chilometri con il neonato morto in una scatola dopo il rifiuto dell'ambulanza in Jharkhand

In India la storia di Ramkhrisna Hembram ha provocato indignazione. L’uomo ha dovuto trasportare a piedi il corpo del figlio, morto pochi minuti dopo la nascita, per circa venti chilometri. Il neonato era stato sistemato in una semplice scatola di cartone. Il padre stava tornando verso il proprio villaggio per consentire ai parenti di dare l’ultimo saluto al bambino.

Dopo il parto finito in tragedia, i genitori avevano chiesto all’ospedale un mezzo per riportare la salma a casa. Secondo il loro racconto, la struttura avrebbe rifiutato il servizio oppure avrebbe richiesto una somma troppo alta per le loro possibilità. Senza alternative, l’uomo ha deciso di partire a piedi con il corpo del figlio.

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Le immagini del viaggio lungo la strada, con la scatola tra le braccia, si sono diffuse rapidamente sui social in tutta l’India. Il caso riguarda l’ospedale pubblico di Chakradharpur, nello Stato di Jharkhand, e ha riacceso il dibattito sulle difficoltà di accesso ai servizi sanitari per le famiglie più povere.

Le autorità locali hanno annunciato un’indagine interna per chiarire cosa sia accaduto. La vice commissaria della polizia, Shruti Rajalakshmi, ha dichiarato che eventuali responsabilità saranno accertate e punite se emergeranno violazioni delle procedure previste per il trasporto delle salme.

Dall’ospedale arriva però una versione diversa. I responsabili della struttura sostengono che nessun membro della famiglia avrebbe presentato una richiesta formale per un’ambulanza dopo la morte del neonato. Il contrasto tra le due ricostruzioni sarà ora al centro dell’inchiesta avviata dalle autorità sanitarie.