Calenda cancella ChatGPT e accusa OpenAI di schierarsi con Trump

Carlo Calenda annuncia di aver cancellato ChatGPT per ragioni politiche e accusa OpenAI di schierarsi con Donald Trump. Il leader di Azione lo mostra in un video sui social mentre annulla l’abbonamento e critica l’uso dei dati e della potenza di calcolo.

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Calenda cancella ChatGPT e accusa OpenAI di schierarsi con Trump

Carlo Calenda ha deciso di eliminare ChatGPT dal proprio telefono. Il leader di Azione lo ha annunciato lunedì 9 marzo con un video pubblicato sui social, spiegando di aver preso la decisione per ragioni politiche. Nel filmato mostra anche il momento in cui disattiva l’abbonamento al servizio.

Secondo Calenda, la società che sviluppa l’intelligenza artificiale avrebbe scelto una precisa collocazione politica. A suo giudizio OpenAI si sarebbe schierata “dalla parte dell’abuso di potere, della sorveglianza indiscriminata e dell’uso dei dati senza controllo”, arrivando a sostenere che la direzione intrapresa dall’azienda sarebbe vicina alle posizioni di Donald Trump.

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Nel suo intervento il segretario di Azione cita anche il caso di Dario Amodei, ricercatore nel settore dell’intelligenza artificiale, sostenendo che chi provava a difendere principi etici all’interno dell’azienda sarebbe stato messo da parte.

Calenda collega la vicenda a un tema più ampio, quello della dipendenza tecnologica europea. A suo avviso l’Europa continua ad affidare a soggetti esterni la costruzione e la gestione delle grandi infrastrutture digitali. Una scelta che, sostiene, indebolisce la competitività economica e può mettere a rischio anche la sicurezza.

Nel video il leader politico critica inoltre l’uso dell’intelligenza artificiale nelle analisi predittive sul comportamento delle persone. Cita sistemi sperimentati per valutare il rischio di reati in alcune città, basati su dati economici o sulle abitudini di spesa. Secondo Calenda strumenti di questo tipo possono portare a sorvegliare individui senza responsabilità dirette.

Per questo annuncia l’intenzione di aprire una battaglia politica sul tema e ribadisce che l’Europa, a suo giudizio, possiede le competenze e le risorse per sviluppare una propria intelligenza artificiale. Quello che manca, afferma, è una scelta politica chiara per costruire un sistema autonomo.