Carburanti, prezzi in forte aumento dopo tensioni in Medio Oriente

Israele colpisce depositi di carburante in Iran e il prezzo del petrolio schizza oltre i 100 dollari. Il rialzo del greggio si riflette subito sui distributori italiani: in pochi giorni il pieno di diesel costa fino a 12 euro in più.

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Carburanti, prezzi in forte aumento dopo tensioni in Medio Oriente

Il prezzo dei carburanti torna a correre. Dopo gli attacchi israeliani contro depositi di carburante in Iran, i mercati petroliferi hanno reagito con forti rialzi e la benzina e il diesel hanno iniziato a salire rapidamente anche in Italia.

All’apertura dei mercati asiatici di lunedì 9 marzo, il Brent ha superato i 100 dollari al barile, arrivando a sfiorare quota 119 prima di stabilizzarsi poco sopra i 108 dollari. Era dall’estate del 2022 che il greggio non superava questa soglia. Tra le principali preoccupazioni degli operatori c’è il possibile blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il traffico mondiale di petrolio.

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Le tensioni internazionali si riflettono subito sui prezzi dei prodotti raffinati. Il gasolio ha raggiunto i livelli più alti da novembre 2022, mentre la benzina è tornata sui massimi dal luglio 2024. A incidere c’è anche il cambio euro-dollaro meno favorevole, che rende più costoso l’acquisto di petrolio sui mercati internazionali.

Anche ai distributori italiani i prezzi continuano a salire. La benzina ha toccato il livello più alto da quasi un anno, mentre il diesel ha raggiunto valori che non si vedevano da oltre tre anni e mezzo, cioè da luglio 2022, quando era ancora attivo il taglio temporaneo delle accise deciso dal governo Draghi.

Nel dibattito politico torna così la possibilità di applicare l’accisa mobile, il meccanismo che consente di ridurre temporaneamente le imposte sui carburanti quando il petrolio aumenta. Sia la premier Giorgia Meloni sia la segretaria del Partito democratico Elly Schlein si sono dette favorevoli a valutarne l’attivazione. Il ministero dell’Economia, secondo quanto spiegato dalla presidente del Consiglio, sta già analizzando la misura.

La normativa prevede che il governo possa ridurre le accise per compensare le maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dell’Iva sui carburanti quando cresce il prezzo del petrolio. Il riferimento è il valore del Brent indicato nel Documento di economia e finanza. Per il 2026 la previsione era di 66,1 dollari al barile, pari a circa 55 euro. A gennaio la media è stata proprio di 55 euro, salita a 58,7 a febbraio e a oltre 72 euro nei primi giorni di marzo.

Nel frattempo le compagnie hanno già aggiornato i listini. Q8 ha aumentato i prezzi consigliati della benzina di due centesimi al litro e quelli del diesel di dieci centesimi. Tamoil ha ritoccato la benzina di sei centesimi e il gasolio di quattordici. Anche il Gpl registra piccoli rialzi tra uno e due centesimi al litro.

Secondo le rilevazioni su circa 20 mila impianti, la benzina self service si attesta in media a 1,782 euro al litro, mentre il diesel self arriva a 1,965 euro. Con il servizio alla pompa i prezzi salgono a circa 1,917 euro al litro per la benzina e a 2,091 euro per il gasolio. Sulle autostrade i costi sono ancora più alti, con il diesel servito che supera i 2,27 euro al litro.

L’aumento si sente soprattutto per chi utilizza il diesel. Secondo i calcoli del Codacons, in appena dieci giorni il prezzo medio del gasolio self è cresciuto del 14,3%, passando da 1,723 a circa 1,97 euro al litro. Questo significa che un pieno costa oggi circa 12,3 euro in più rispetto alla fine di febbraio.

Per gli automobilisti l’impatto può arrivare a quasi 300 euro di spesa aggiuntiva in un anno, ipotizzando due rifornimenti al mese. Nello stesso periodo anche la benzina è salita di circa il 7%, con un incremento medio di circa 5,8 euro per ogni pieno.

I rincari variano da regione a regione. Le medie più alte per il diesel self si registrano a Bolzano con 2,008 euro al litro, seguite da Calabria a 1,993 euro, Sicilia a 1,990 e Valle d’Aosta a 1,985 euro.

Il Codacons chiede un intervento rapido del governo con un taglio delle accise di almeno 15 centesimi al litro. Secondo l’associazione, l’applicazione immediata della norma sulle accise mobili consentirebbe di ridurre i prezzi dei rifornimenti e di limitare anche gli effetti sui costi dei trasporti e dei prodotti nei negozi.