Neomamma vince il concorso docenti ma rischia il posto. L'appello di Caterina Giacalone al governo

Caterina Giacalone ha superato il concorso docenti ma rischia di rinunciare al ruolo dopo la nascita del figlio. L’insegnante di 30 anni chiede di rinviare il corso abilitante obbligatorio, necessario per ottenere la cattedra stabile.

Caterina Giacalone
Neomamma vince il concorso docenti ma rischia il posto. L'appello di Caterina Giacalone al governo

Dopo anni di supplenze e studio, Caterina Giacalone, 30 anni, docente di Lettere in una scuola media di Alessandria, ha superato il concorso legato al piano PNRR che apre la strada al ruolo. Il traguardo però si è trasformato in un problema quando, a pochi mesi dalla nascita del figlio, è arrivato il momento di frequentare il corso abilitante obbligatorio.

L’insegnante ha partecipato alle prove nel 2025 nonostante una gravidanza a rischio. Una volta ottenuto il risultato positivo, ha chiesto di poter posticipare la frequenza del percorso formativo per occuparsi del neonato nato a settembre. La risposta ricevuta è stata negativa: secondo quanto comunicato, le norme non prevedono rinvii per questo tipo di percorso.

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Di fronte a questa situazione, Giacalone ha scelto di rendere pubblica la sua storia con una lettera aperta indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Giuseppe Valditara e Anna Maria Bernini. Il messaggio è stato diffuso sui social nel giorno dedicato ai diritti delle donne.

Nella lettera l’insegnante spiega di non chiedere agevolazioni particolari, ma la possibilità di conciliare lavoro e maternità. Senza completare il corso non potrà ottenere l’immissione in ruolo, ma frequentare centinaia di ore di lezioni mentre il figlio ha pochi mesi risulta per lei impraticabile.

Il caso è arrivato rapidamente all’attenzione del ministero. Il titolare dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha ricordato che nei precedenti concorsi collegati al PNRR erano state date indicazioni per consentire, in presenza di maternità o di impedimenti oggettivi, il rinvio della frequenza mantenendo l’iscrizione al corso.

Per chiarire la vicenda, il ministero ha avviato contatti con l’Ufficio scolastico del Piemonte, con l’obiettivo di verificare la situazione e garantire che il percorso professionale della docente non venga compromesso.

La vicenda riaccende anche il dibattito sulle modalità di accesso alla professione docente. Oltre al concorso, infatti, è necessario completare un percorso abilitante che prevede centinaia di ore di formazione concentrate in pochi mesi e una spesa che può superare i 2.500 euro.

Per Giacalone il calendario delle lezioni coincide con i primi mesi di vita del figlio, che non frequenta il nido ed è alimentato con allattamento esclusivo. Per questo l’insegnante chiede di poter sospendere temporaneamente il percorso senza perdere il diritto alla stabilizzazione.