Carlo Vanzini operato al pancreas, il tumore eliminato grazie allo studio Cassandra
Carlo Vanzini torna in tv dopo un tumore al pancreas scoperto nel 2025 durante un controllo. Il giornalista racconta l’operazione e la terapia sperimentale che ha ridotto la massa rendendo possibile l’intervento chirurgico.
Il ritorno davanti alle telecamere ha avuto un peso speciale per Carlo Vanzini, storica voce della Formula 1 in Italia. Il giornalista ha riaperto una diretta televisiva dopo mesi segnati dalla malattia e da un intervento chirurgico al pancreas. L’emozione, racconta, è stata forte. Anche se la ripresa fisica non è ancora completa, tornare al lavoro ha rappresentato un momento molto atteso.
La malattia era emersa nel 2025 durante un controllo di routine. Da allora è iniziato un percorso complesso fatto di terapie, visite e preparazione all’operazione. Oggi Vanzini ammette di non sentirsi ancora pienamente in forma. Ha perso diversi chili tra prima e dopo l’intervento e la ferita chirurgica non è del tutto rimarginata, ma il rientro alla sua professione resta per lui un segnale importante.
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Tra le persone a cui ha voluto dire grazie c’è anche l’ex moglie, la giornalista Cristina Fantoni. Nonostante la separazione, è stata la prima persona che ha chiamato quando ha scoperto la diagnosi. Da quel momento gli è rimasta accanto durante tutte le fasi della malattia. «Il legame cambia forma ma non scompare», ha raccontato, spiegando che tra loro è rimasto un forte senso di famiglia.
Nei mesi più difficili sono arrivati anche numerosi messaggi dal mondo della Formula 1. Tra chi gli ha scritto ci sono Flavio Briatore, Charles Leclerc, Stefano Domenicali e Maurizio Arrivabene. Alcuni contatti sono diventati quotidiani, come quelli con Lorenzo, l’ecografista che individuò la massa durante l’esame, e con l’ex pilota Ivan Capelli.
La notizia decisiva è arrivata dopo l’intervento. I medici hanno comunicato che il tumore al pancreas era stato rimosso completamente e che non sarebbe stato necessario proseguire con chemioterapia o radioterapia. Una comunicazione che il giornalista ha accolto con incredulità, consapevole di quanto la situazione potesse cambiare rapidamente.
Il caso ha per lui un significato ancora più forte. Sei anni fa la sorella Claudia era morta per la stessa malattia. A seguire il suo percorso è stato l’oncologo Michele Reni, lo stesso medico che aveva curato la sorella. Per Vanzini è la dimostrazione dei progressi raggiunti dalla ricerca negli ultimi anni.
Prima dell’operazione il giornalista ha affrontato undici cicli di chemioterapia. Parallelamente ha seguito un programma con nutrizionista e psicologa per arrivare all’intervento nelle condizioni migliori. Anche il dimagrimento ha avuto un ruolo: perdere cinque chili prima della chirurgia ha permesso di ridurre i tempi dell’operazione.
Alla base del risultato c’è anche una terapia sperimentale sviluppata in Italia. Il chirurgo del San Raffaele di Milano, Stefano Crippa, ha spiegato che Vanzini è stato trattato con il protocollo dello studio Cassandra, coordinato dall’oncologo Michele Reni e pubblicato nel dicembre 2025 sulla rivista scientifica The Lancet.
Il protocollo utilizza lo schema chemioterapico PAXG, una combinazione di farmaci già approvata per i tumori pancreatici avanzati. Nel suo caso sono stati eseguiti dodici cicli prima dell’intervento. La risposta alle cure è stata tale da ridurre la massa, inizialmente considerata non operabile, fino a renderne possibile l’asportazione completa.
Ora per Vanzini si apre la fase dei controlli. Il monitoraggio durerà almeno cinque anni. Se gli esami resteranno negativi potrà parlare di guarigione. Nel frattempo racconta di aver cambiato il modo di guardare al tempo. Nel suo studio è rimasto acceso un albero di Natale bianco comprato a dicembre. Non ha intenzione di smontarlo: per lui ogni giorno è diventato una festa.