Medico gettonista oltre i 70 anni guadagna 35mila euro in un mese negli ospedali di Frosinone

Un medico libero professionista oltre i 70 anni ha incassato più di 35mila euro in un mese lavorando negli ospedali della provincia di Frosinone. A gennaio ha coperto 36 turni per un totale di 442 ore, riaccendendo la polemica sui medici “gettonisti”.

Frosinone
Medico gettonista oltre i 70 anni guadagna 35mila euro in un mese negli ospedali di Frosinone

Un medico gettonista con più di settant’anni ha lavorato a ritmo serrato negli ospedali della provincia di Frosinone per tutto il mese di gennaio 2026. Con partita Iva e incarichi a chiamata, ha accumulato 442 ore di servizio, equivalenti a circa 36 turni da 12 ore ciascuno, arrivando a incassare oltre 35mila euro in trenta giorni.

La cifra mette in luce la distanza con gli stipendi dei medici assunti nel servizio sanitario pubblico. Un dirigente medico appena entrato in ruolo percepisce mediamente meno di 3mila euro netti al mese, mentre chi ha più anzianità arriva intorno ai 4mila. In pratica, in un solo mese il professionista esterno ha guadagnato quanto un collega dipendente mette insieme in quasi un anno di lavoro.

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Il caso ha provocato la reazione del consigliere regionale di Azione Alessio D’Amato, che ha annunciato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. L’esponente politico chiede di sapere perché, nonostante le indicazioni arrivate a livello nazionale e le rassicurazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci, si continui a fare ricorso ai medici a gettone.

D’Amato punta il dito anche sull’età del professionista e sul numero di turni coperti nello stesso mese. Secondo il consigliere, un medico con partita Iva che supera i settant’anni e svolge 36 turni mensili finisce per percepire un compenso paragonabile a quello di dieci medici dipendenti messi insieme.

Il consigliere ha annunciato inoltre un esposto all’Ispettorato del lavoro e ai carabinieri del Nas. L’obiettivo è verificare se siano state rispettate le norme nazionali ed europee sugli orari di lavoro e accertare se condizioni di servizio così estreme possano incidere sulla sicurezza dei pazienti negli ospedali coinvolti.