Rachel Long uccisa in Ohio, il marito accusato dopo la versione del suicidio
Kyle Long è accusato di aver ucciso la moglie Rachel Long dopo aver raccontato alla polizia che la donna si era tolta la vita da sola. L’omicidio sarebbe avvenuto nella loro casa di London, in Ohio, dove la vittima è stata trovata con numerose ferite.
Per mesi Kyle Long, 35 anni, ha sostenuto che la moglie si fosse tolta la vita davanti ai suoi occhi. Secondo il suo racconto, Rachel Long, 32 anni, si sarebbe accoltellata ripetutamente nel bagno della loro abitazione a London, nello stato dell’Ohio. Ma dopo quattro mesi di accertamenti gli investigatori hanno escluso questa ricostruzione e lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio.
Il corpo della donna è stato trovato il 23 ottobre 2025 nel bagno della camera da letto. Rachel Long, madre di due bambine, giaceva sul pavimento vicino al water, circondata dal sangue e con numerose ferite da arma da taglio su collo, viso, braccia e mani. I soccorritori arrivati sul posto non hanno potuto fare nulla per salvarla.
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Alla polizia il marito aveva detto di trovarsi alla scrivania quando la moglie, appena rientrata dal lavoro, era entrata in bagno. Poco dopo, aveva raccontato, l’avrebbe vista ferirsi da sola al collo e al volto. Durante i primi interrogatori l’uomo aveva anche riferito che la donna gli aveva chiesto di separarsi poco prima della tragedia.
Le indagini hanno però fatto emergere elementi diversi. Gli investigatori hanno recuperato alcuni messaggi che Rachel Long aveva inviato a un’amica pochi minuti prima di morire. Nelle conversazioni non comparivano segnali di disperazione: le due parlavano di cosa indossare a un concerto previsto per la sera successiva.
Un altro punto ha riguardato la tempistica. Tra l’ultimo messaggio inviato dalla donna e la chiamata al 911 effettuata dal telefono del marito sarebbero passati circa quattro minuti. Dalle verifiche sui tabulati è inoltre emerso che Long aveva contattato i soccorsi due volte, mentre in un primo momento aveva dichiarato di aver fatto una sola chiamata.
Durante un successivo interrogatorio, la polizia ha rilevato diverse incongruenze nelle risposte dell’uomo rispetto alle prime dichiarazioni. Anche la ricostruzione della scena ha sollevato dubbi: una scansione completa della casa ha indicato che dalla posizione in cui Long sosteneva di trovarsi non avrebbe potuto vedere ciò che diceva di aver osservato.
L’autopsia ha rafforzato i sospetti degli investigatori. I medici legali hanno contato almeno 17 coltellate e numerose ferite di difesa sulle braccia e sulle mani della vittima, segni compatibili con un tentativo di respingere un aggressore. Alcuni tagli, in particolare sulla mano e sul braccio destro, sarebbero stati impossibili da infliggersi da sola.
L’ufficio del medico legale della contea di Montgomery ha quindi classificato la morte di Rachel Long come omicidio. Kyle Long è ora accusato di aver provocato intenzionalmente la morte della moglie ed è detenuto con una cauzione fissata a 1,5 milioni di dollari.