Marco Baldini racconta ludopatia, affari illeciti e il campo dove rischiò la vita

Marco Baldini racconta gli anni segnati dal gioco d’azzardo e da affari illegali che lo portarono vicino alla morte. Il conduttore ricorda un incontro con uomini armati e il momento in cui nel 2016 pensò di togliersi la vita.

Marco Baldini
Marco Baldini racconta ludopatia, affari illeciti e il campo dove rischiò la vita

Marco Baldini torna a parlare del periodo più difficile della sua vita, segnato da debiti, gioco d’azzardo e scelte sbagliate. Ospite della trasmissione Ciao Maschio condotta da Nunzia De Girolamo su Rai 1, il conduttore radiofonico ripercorre gli anni in cui la ricerca di denaro e successo lo spinse verso situazioni pericolose.

Secondo Baldini, il punto di partenza fu una convinzione che col tempo si rivelò un errore: pensare che il valore personale fosse legato alla quantità di denaro guadagnato. «Credevo che più soldi avessi, più significasse che stavo vincendo nella vita», racconta. In quel periodo iniziò a frequentare ambienti e affari che in seguito scoprì essere poco leciti.

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Per giustificare alcune grosse uscite di denaro, Baldini e il suo avvocato decisero inizialmente di attribuirle al gioco. Quella spiegazione, però, finì per trasformarsi in realtà. «Dovevo dimostrare che giocavo davvero, una volta dopo l’altra», ricorda. Da quel momento il gioco d’azzardo prese il sopravvento fino a diventare una vera ludopatia.

Tra i ricordi più drammatici di quegli anni c’è un episodio che rischiò di costargli la vita. Baldini racconta di aver consegnato un campione di marche da bollo che pensava autentiche. Quando venne convocato per un incontro, la situazione degenerò rapidamente. «Mi diedero uno schiaffo e dissero che erano tutte false», spiega.

Gli uomini lo caricarono in auto e lo portarono in un campo. Erano armati e gli ordinarono di scavare una buca. «Scavavo piano e nella mia testa pensavo che da un momento all’altro sarebbe arrivato il colpo», ricorda. In quel momento tentò l’ultima carta per salvarsi.

Disse loro che, se avesse davvero voluto ingannarli, avrebbe presentato un campione autentico prima di consegnare la merce falsa. Seguì un lungo silenzio, durato diversi minuti. Poi uno degli uomini gli disse di lasciare la pala e risalire in macchina. «In quel momento ho capito che mi ero salvato», racconta.

Il conduttore ha ricordato anche il punto più basso raggiunto negli anni successivi. Nel 2016, travolto dai problemi e senza via d’uscita, arrivò a pensare al suicidio. «Quella sera avevo deciso di buttarmi dal balcone», dice. Un momento che ricorda con estrema lucidità e che segna l’apice della crisi personale vissuta in quel periodo.