Iran, indagine dell'esercito Usa sulla strage nella scuola femminile di Minab

Iran indaga sulla strage nella scuola femminile di Minab mentre un’inchiesta interna dell’esercito Usa ritiene probabile il coinvolgimento americano nel bombardamento. L’attacco è avvenuto durante i raid congiunti con Israele nel sud del Paese.

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Iran, indagine dell'esercito Usa sulla strage nella scuola femminile di Minab

Un rapporto preliminare degli investigatori militari degli Stati Uniti indica come probabile il coinvolgimento americano nel bombardamento che ha colpito la scuola femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud dell’Iran. L’attacco risale a sabato scorso ed è avvenuto durante la prima fase dei raid condotti insieme a Israele. L’inchiesta non è ancora chiusa, ma i primi riscontri raccolti dai militari puntano verso una responsabilità diretta delle forze statunitensi.

Il numero delle vittime resta incerto ma estremamente alto. L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha parlato di circa 150 studentesse uccise. Secondo fonti locali e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il bilancio salirebbe ad almeno 165 morti, tra cui anche alcuni insegnanti presenti nell’edificio al momento dell’esplosione.

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Araghchi ha denunciato l’accaduto sui social pubblicando immagini delle sepolture collettive scavate per le bambine morte nel raid. Nel messaggio ha accusato apertamente l’amministrazione di Donald Trump, sostenendo che le bombe sganciate durante l’operazione militare avrebbero provocato una strage tra civili.

La città di Minab, poco distante dallo Stretto di Hormuz, si è fermata per una cerimonia funebre di massa. Video e immagini satellitari diffusi dai media internazionali mostrano migliaia di persone radunate nelle strade, tra file di bare avvolte nella bandiera iraniana e ritratti della Guida Suprema Ali Khamenei, morto negli stessi bombardamenti di sabato.

La pressione internazionale cresce. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha definito l’episodio «orribile» e ha chiesto un’indagine rapida e indipendente per stabilire responsabilità e dinamica dell’attacco. Durante le esequie pubbliche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha promesso che il Paese reagirà e non accetterà quelli che ha definito crimini di guerra.