MasterChef Italia, Carlotta Bertin dopo la finale sogna un ristorante ma prima vuole studiare
Carlotta Bertin arriva seconda a MasterChef Italia e racconta come il programma abbia cambiato i suoi progetti. La 25enne di Candelo, rimasta a un passo dalla vittoria, ora pensa a un ristorante ma prima vuole studiare e fare esperienza.
Per Carlotta Bertin la finale di MasterChef Italia non è stata solo l’ultimo atto di una gara televisiva. La 25enne di Candelo, nel Biellese, si è fermata a un passo dalla vittoria nella puntata che ha incoronato Teo. Nonostante il secondo posto, racconta il percorso nel cooking show come un passaggio decisivo per capire cosa fare in futuro.
L’ultima puntata del programma ha raccolto oltre 1,1 milioni di spettatori con il 5,7% di share. Nei sette giorni successivi l’ascolto complessivo ha superato i 2,2 milioni, il risultato più alto degli ultimi cinque anni. In questa stagione Carlotta è stata tra le concorrenti più seguite dal pubblico.
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Ripensando alla finale, la concorrente parla di una serata intensa. «È stata una crescita personale», spiega. «Mi ha insegnato a non avere paura di sbagliare e a dare sempre il massimo». Arrivare fino all’ultimo confronto della gara, aggiunge, rappresenta comunque un traguardo importante.
Prima dell’esperienza televisiva, Bertin era senza lavoro e passava molto tempo in cucina a sperimentare ricette, spesso condivise sui social. La passione nasce da lontano e porta il nome della nonna Rosaria, con cui ha iniziato a cucinare quando era bambina.
Oggi il suo obiettivo è più chiaro. «Mi piacerebbe aprire un ristorante», racconta, ma non pensa a un salto immediato. Sa che prima serviranno studio, pratica e anni di lavoro. Nei suoi piatti la base resta la tradizione italiana, arricchita da sapori che arrivano soprattutto dalla cucina messicana e indiana.
La notorietà televisiva ha portato anche commenti duri sui social. Durante la messa in onda della stagione alcune discussioni online l’hanno coinvolta direttamente. «Ho letto certe critiche, ma non le ho prese troppo sul serio», dice. Secondo lei solo chi ha vissuto quell’esperienza può capire davvero la pressione della gara.
Tra i ricordi più forti della finale resta l’emozione provata guardando i genitori in studio. «Vederli orgogliosi è stato il momento più intenso», racconta. A colpirla anche il giudizio ricevuto durante la gara: quando lo chef Bruno Barbieri le ha detto che sa cucinare, per lei è stato un riconoscimento importante.
La sua storia personale non è stata semplice. Cresciuta a Candelo, ha vissuto il divorzio dei genitori durante l’adolescenza. Nell’ultimo anno di liceo ha lasciato la scuola e anche il nuoto pinnato, sport che praticava a livello agonistico.
Negli anni ha svolto diversi lavori, tra cui cameriera e commessa. Ha lavorato anche nell’azienda di famiglia e in una società che produce macchinari tessili. Oggi dedica molto tempo alla cucina, all’allenamento nella disciplina OCR, le gare a ostacoli, e alla creazione di borse all’uncinetto.
Con il compagno Nicolò coltiva un progetto preciso: aprire un home restaurant. Lei si occuperebbe dei piatti, mentre lui gestirebbe il rapporto con gli ospiti. Dopo l’esperienza a MasterChef, quel traguardo sembra meno lontano.