Eros Ramazzotti porta Max Pezzali in tour e parla di pace, musica e Sanremo
Eros Ramazzotti porta Max Pezzali sul palco del tour mondiale e canta davanti a migliaia di fan anche a Copenaghen. Il pubblico danese intona i brani in italiano mentre il cantante romano parla di pace, musica e Sanremo.
Alla Royal Arena di Copenaghen oltre dodicimila persone cantano in italiano dall’inizio alla fine. Eros Ramazzotti arriva alla decima tappa del tour mondiale “Una storia importante” e trasforma l’arena in uno spazio intimo, scendendo tra il pubblico, stringendo mani e abbracciando i fan.
Tra le bandiere italiane spunta anche quella della Sardegna, trascinata fin sul palco. Gran parte degli spettatori però è danese. Nonostante questo ogni parola delle canzoni viene seguita a memoria. La scaletta attraversa decenni di carriera con una ventina di brani, da “Un’emozione per sempre” a “Più bella cosa”, con arrangiamenti che virano verso jazz e blues e lunghi assoli di chitarra e sax.
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Durante il concerto c’è spazio anche per un omaggio a Lucio Dalla, nel giorno della sua nascita, il 4 marzo 1943. Ramazzotti improvvisa uno scat vocale ricordando il cantautore bolognese davanti al pubblico. Un momento che rafforza il legame tra l’artista romano e i fan sparsi nel mondo, costruito in decenni di tournée internazionali.
Il tour conta 71 date in 30 Paesi e arriva poco dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, dove Ramazzotti ha duettato con Alicia Keys in uno dei momenti più intensi della manifestazione. A Copenaghen arriva anche la sorpresa della serata. Sul palco compare Max Pezzali per cantare dal vivo “Come nei film”, brano eseguito insieme per la prima volta davanti al pubblico.
Ramazzotti racconta di aver voluto unire passato e presente invitando l’ex leader degli 883. La canzone parla di una storia d’amore che resiste nel tempo, guardata anni dopo con stupore. Secondo il cantante romano scrivere oggi è più difficile rispetto a vent’anni fa: anche un buon brano fatica ad avere l’impatto che avevano le canzoni di trent’anni fa.
Durante lo spettacolo compare anche il simbolo della pace, presente persino sul basso della band. Ramazzotti spiega di averlo scelto fin dalle prime date del tour. Nei suoi interventi dal palco parla delle guerre in corso e del desiderio diffuso tra le persone di una vita normale, lontana dai conflitti.
Il cantante commenta anche la musica del momento. Conosce da tempo Sal Da Vinci, che aveva coinvolto nella Nazionale Cantanti negli anni Novanta. Apprezza la sua voce ma definisce l’arrangiamento del brano un po’ retrò, con un sapore vintage. Tra le canzoni ascoltate negli ultimi mesi cita anche quelle di Sayf, Brancale e Marco Masini.
La tournée prosegue attraversando l’Europa e altri continenti. Ogni città segue lo stesso ritmo: arrivo, concerto, ripartenza. Ramazzotti racconta di aver dovuto lasciare fuori dalla scaletta almeno trenta brani della sua carriera. Sul palco corre tra i diversi livelli della scenografia, pensata come un grande abbraccio che avvolge pubblico e band.
Tra i suoi progetti resta anche il desiderio di incidere un disco blues. Per ora il tour mantiene un suono essenziale, senza autotune né playback. Ramazzotti insiste su un principio semplice che guida i suoi concerti da anni: suonare dal vivo e migliorarsi ogni sera davanti al pubblico.