Katija Cortez lascia il lavoro da contabile e sceglie la sterilizzazione
Katija Cortez ha lasciato il lavoro da contabile per fare la escort e ha scelto la sterilizzazione chirurgica perché non ha mai voluto figli. A 30 anni viaggia tra Asia e Stati Uniti e racconta come è cambiata la sua vita.
A trent’anni Katija Cortez dice di non aver mai desiderato diventare madre. Per questo ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico definitivo che elimina la possibilità di una gravidanza. La modella, nota anche per apparizioni su Playboy, racconta di aver scelto la rimozione completa delle tube di Falloppio invece della semplice legatura.
Originaria di Sydney, oggi trascorre lunghi periodi tra Singapore, Bali e gli Stati Uniti. In passato lavorava come contabile, ma quel mestiere non le dava soddisfazione. Dopo aver iniziato a frequentare uomini più giovani ricevendo compensi, quell’attività è diventata nel tempo il suo lavoro principale. «In un’ora guadagno quello che prima prendevo in una settimana», racconta.
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La decisione di non avere figli non è arrivata all’improvviso. Fin dall’adolescenza ha usato diversi metodi contraccettivi. Assumeva la pillola ormonale dai 16 anni e per un periodo ha utilizzato anche la spirale. Dopo una sostituzione del dispositivo intrauterino ha iniziato ad accusare problemi fisici pesanti, tra cui insonnia, stanchezza continua e sanguinamenti persistenti.
Per mesi si è sottoposta a esami senza ottenere una spiegazione. «Nessuno collegava quei sintomi alla contraccezione», ricorda. L’esperienza l’ha spinta a cercare una soluzione permanente. A 29 anni ha iniziato a consultare diversi medici per chiedere l’intervento di sterilizzazione.
Il percorso non è stato semplice. Durante le visite le veniva spesso chiesto cosa sarebbe successo se in futuro avesse incontrato un uomo desideroso di avere figli. Una domanda che, racconta, la irritava. «Ho sempre saputo cosa voglio e non frequento persone che desiderano diventare genitori».
Dopo mesi di consulti e valutazioni ha ottenuto il via libera per l’operazione. Il recupero è stato impegnativo, con dolori e forte affaticamento nei giorni successivi all’intervento. Nonostante questo, dice di non aver cambiato idea. Per lei la scelta rappresenta soprattutto il controllo sulle decisioni che riguardano il proprio corpo.