Rocco Siffredi denuncia 21 persone per diffamazione dopo le accuse di stupro

Rocco Siffredi querela alcune attrici che lo hanno accusato di stupro sostenendo che dietro le dichiarazioni ci sia una campagna diffamatoria. In procura a Milano sono stati consegnati video dei set, liberatorie firmate e testimonianze dei tecnici presenti alle riprese.

Rocco Siffredi
Rocco Siffredi denuncia 21 persone per diffamazione dopo le accuse di stupro

Rocco Siffredi porta avanti in tribunale la sua battaglia contro alcune colleghe del settore che lo hanno accusato di abusi e violenze. Dopo una prima querela presentata la scorsa estate, il dossier è stato ampliato con nuovo materiale che l’attore considera decisivo per contestare le accuse.

Alla procura di Milano è stato consegnato un fascicolo di circa duecento pagine accompagnato da un hard disk con oltre 500 megabyte di documenti. Tra i file ci sono video girati sui set, liberatorie firmate prima delle riprese, interviste rilasciate dalle attrici prima che scoppiasse il caso e dichiarazioni di operatori, costumisti e altri tecnici che hanno lavorato durante le scene.

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La querela riguarda in totale 21 persone. Secondo la denuncia si tratta di sedici attrici porno, due autori televisivi e altre tre persone non identificate. L’accusa contestata è quella di diffamazione.

Il caso era emerso dopo un’inchiesta televisiva che aveva raccolto diverse testimonianze, alcune con volto scoperto e altre in forma anonima. Il programma aveva dedicato sette puntate alla vicenda, ma secondo l’attore almeno sei delle dichiarazioni trasmesse avrebbero diffuso accuse false.

Assistito dall’avvocata Rossella Gallo, Siffredi sostiene che si tratti di un attacco organizzato. «Una campagna studiata a tavolino per gettare fango su di me», afferma. La difesa sottolinea inoltre che le accuse raccontate in televisione, almeno finora, non si sarebbero trasformate in denunce penali formali.