Morbillo, Bassetti avverte sui rischi neurologici e sulla rara complicanza fatale
Matteo Bassetti richiama l’attenzione sul morbillo dopo il caso di un bambino morto per una rara complicanza neurologica. Il piccolo aveva contratto il virus da neonato e anni dopo ha sviluppato una malattia cerebrale fatale.
L’infettivologo Matteo Bassetti torna a parlare di morbillo e dei rischi legati alla malattia. In un messaggio pubblicato sui social ha citato un caso clinico raccontato sul New England Journal of Medicine, che descrive la morte di un bambino di sette anni per una complicanza rarissima ma letale.
Il piccolo aveva contratto il morbillo quando aveva appena sette mesi. Dopo l’infezione iniziale sembrava essersi ripreso, ma il virus era rimasto nell’organismo. Anni più tardi, in forma mutata, ha iniziato a colpire il cervello provocando una patologia degenerativa.
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La malattia si chiama panencefalite subacuta sclerosante (Pess). È una complicanza estremamente rara che può comparire anche molti anni dopo l’infezione. Il virus resta latente nel sistema nervoso e, quando si riattiva, provoca un rapido deterioramento neurologico.
Nel caso descritto, il bambino ha sviluppato convulsioni e un progressivo declino delle capacità cognitive. Nel giro di pochi mesi ha perso la capacità di parlare e le funzioni neurologiche si sono deteriorate rapidamente fino alla morte, arrivata circa un anno dopo la comparsa dei primi sintomi.
Secondo Bassetti, la Pess può manifestarsi anche sei-otto anni dopo il contagio iniziale. È proprio questo ritardo che rende la complicanza difficile da prevedere, perché colpisce bambini che sembravano completamente guariti dall’infezione.
L’infettivologo ha ricordato che negli Stati Uniti, nel Regno Unito e anche in Italia si registrano nuovi aumenti dei casi di morbillo, con numerosi ricoveri ospedalieri. A suo giudizio la malattia non va considerata una semplice infezione dell’infanzia.
I dati citati indicano che circa un bambino su mille sviluppa un’encefalite acuta legata al virus. In rari casi, circa uno ogni 25 mila contagi, può comparire la panencefalite subacuta sclerosante, una condizione che non lascia possibilità di guarigione.
Per Bassetti l’unica difesa efficace resta il vaccino, che permette di prevenire l’infezione e quindi anche le sue complicanze più gravi, comprese quelle che possono manifestarsi anni dopo il contagio.