Paris Hilton racconta come l'Adhd ha plasmato carriera e maternità

Paris Hilton racconta di aver costruito carriera e famiglia grazie all’Adhd, che le ha dato creatività e coraggio. L’imprenditrice, madre di due figli, spiega come organizza le giornate e perché invita a superare lo stigma sulla neurodivergenza.

Paris Hilton
Paris Hilton racconta come l'Adhd ha plasmato carriera e maternità

Paris Hilton attribuisce una parte decisiva del suo percorso professionale al disturbo da deficit di attenzione e iperattività. In un’intervista a People, l’imprenditrice americana, oggi 45enne, ha spiegato che senza l’Adhd non sarebbe diventata la donna d’affari che è. La sua capacità di intuire le tendenze prima degli altri e di assumersi rischi nasce proprio da quel modo diverso di elaborare idee e progetti.

Secondo Hilton, il suo cervello funziona fuori dagli schemi tradizionali. Questo le ha permesso di lanciare iniziative in anticipo rispetto al mercato e di costruire un marchio personale riconoscibile. Di recente ha collaborato con l’azienda farmaceutica Collegium Pharmaceutical per la campagna “Embrace Your Sparkle” legata al farmaco Jornay Pm, scegliendo di esporsi in prima persona sul tema.

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L’Adhd, racconta, non è un problema da cancellare ma una condizione da gestire. Per questo insiste sulla necessità di rivolgersi a uno specialista e di definire un percorso su misura. Nella vita quotidiana si affida a regole precise: orari scanditi, appunti sparsi per casa, post-it e lavagne bianche su cui annota impegni e priorità. Un metodo che le consente di tenere insieme lavoro e famiglia.

Madre di due bambini, Phoenix di 3 anni e London di 2, avuti dal marito Carter Reum, sostiene che l’Adhd abbia inciso anche sul suo modo di essere genitore. Dice di aver conservato uno sguardo curioso e giocoso, lo stesso di quando era piccola, e di rivivere quell’energia accanto ai figli.

Parlare pubblicamente della diagnosi le ha dato sollievo. Molti, spiega, crescono sentendosi fuori posto perché la scuola e le regole tradizionali non sono pensate per menti come la loro. Con la sua notorietà vuole offrire un racconto diverso, mostrando che esistono anche punti di forza. E ricorda che nel mondo artisti, creativi e scienziati con Adhd hanno lasciato un segno profondo.