Guerra Iran, bollette più care fino a 166 euro l'anno per luce e gas

Il conflitto tra Iran, Usa e Israele fa salire i prezzi dell’energia per il blocco nello Stretto di Hormuz e gli attacchi agli impianti in Qatar. Per le famiglie italiane si stimano rincari fino a 166 euro l’anno tra gas e luce.

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Guerra Iran, bollette più care fino a 166 euro l'anno per luce e gas

L’escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele sta già pesando sui mercati energetici. Dopo i raid e le tensioni nel Golfo, petrolio e gas hanno registrato rialzi immediati. A spingere i prezzi è anche il rallentamento dei traffici nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per circa un quinto del petrolio e del Gnl scambiati nel mondo.

La situazione si è aggravata con lo stop alla produzione di gas naturale liquefatto annunciato da QatarEnergy, in seguito agli attacchi contro infrastrutture energetiche nel Paese. Una riduzione dell’offerta che ha alimentato nuove tensioni sulle quotazioni all’ingrosso e che ora rischia di riflettersi direttamente sulle bollette italiane.

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Secondo le stime elaborate dagli analisti di Facile.it, nei prossimi dodici mesi una famiglia tipo potrebbe pagare almeno 121 euro in più per il gas e altri 45 euro per l’energia elettrica. Il totale annuo salirebbe così a 2.593 euro, circa il 7% in più rispetto ai 2.427 euro previsti prima dello scoppio del conflitto.

I calcoli tengono conto dell’andamento atteso del Pun e del Psv, gli indici di riferimento per elettricità e gas. Se le tensioni dovessero prolungarsi, le tariffe potrebbero restare su livelli elevati per diversi mesi.

Il governo segue l’evoluzione della crisi. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che l’esecutivo sta valutando le possibili ricadute sui costi dell’energia, pur escludendo problemi immediati di approvvigionamento. La durata del conflitto, ha aggiunto, potrà incidere sul sistema produttivo e sugli scambi con alcuni Paesi coinvolti.

Nei prossimi giorni è atteso un confronto tra governo e imprese per definire eventuali interventi di sostegno. Sul tavolo anche il tema dell’autonomia energetica europea, indicata come una priorità per ridurre l’esposizione alle crisi internazionali.