Petrolio sopra 80 dollari dopo l'attacco all'Iran, rincari su benzina e diesel
L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran fa salire il prezzo del petrolio per timori sullo Stretto di Hormuz. Il Brent supera gli 80 dollari e in Italia scattano rincari su benzina e diesel, con aumenti fino a sei centesimi al litro.
I raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, seguiti dalla risposta di Teheran e dalle minacce alla navigazione nello Stretto di Hormuz, spingono in alto il mercato dell’energia. Per il terzo giorno di fila il greggio sale e riporta tensione sui listini internazionali.
Il Brent ha superato quota 80 dollari al barile, toccando 80,25 dollari con un rialzo del 3,33%. Nella seduta precedente era arrivato fino a 82,37 dollari, il livello più alto da gennaio 2025, per poi chiudere comunque in progresso del 6,7%. In aumento anche il West Texas Intermediate americano, salito a 72,40 dollari al barile, +1,6%, dopo aver segnato il massimo da giugno 2025.
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L’effetto si riflette subito sui carburanti. Il gasolio registra un balzo superiore al 16%, ai valori più alti dal 14 febbraio 2024, mentre la benzina raggiunge i massimi da fine giugno 2025. Le compagnie iniziano ad adeguare i prezzi consigliati e gli effetti pieni sulle medie nazionali sono attesi nelle prossime ore.
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni aumenta di 4 centesimi al litro benzina e diesel. IP ritocca di 3 centesimi la verde e di 6 il gasolio. Q8 applica un +5 centesimi su entrambi i prodotti, Tamoil +3 centesimi.
Le medie comunicate all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, su circa 20mila impianti, indicano la benzina self service a 1,674 euro al litro e il diesel self a 1,728 euro. Al servito si sale a 1,813 euro per la benzina e a 1,865 euro per il diesel. Gpl a 0,690 euro al litro, metano a 1,403 euro al chilo, Gnl a 1,231 euro al chilo.
In autostrada i listini sono più alti: benzina self a 1,778 euro al litro e diesel self a 1,830 euro, mentre al servito si superano rispettivamente i 2,039 e i 2,090 euro.
Le tensioni geopolitiche pesano anche sui mercati finanziari. A Milano il Ftse Mib apre in calo dell’1,68% a 45.501 punti. Francoforte perde l’1,90%, Parigi l’1,29% e Londra lo 0,94%. A Tokyo il Nikkei chiude a -3,08%. Seduta contrastata invece a Wall Street, con il Dow Jones in lieve flessione e il Nasdaq in moderato rialzo.