Iran, ambasciata Usa colpita a Riad. Trump minaccia ritorsioni

Donald Trump promette ritorsioni dopo l’attacco all’ambasciata Usa a Riad, colpita nella notte durante l’offensiva contro l’Iran. Morti alcuni militari americani, mentre Washington evacua diplomatici da tre Paesi della regione.

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Iran, ambasciata Usa colpita a Riad. Trump minaccia ritorsioni

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga e arriva fino all’Arabia Saudita. Nella notte l’ambasciata americana a Riad è stata presa di mira da un attacco che ha causato la morte di alcuni militari statunitensi. La sede diplomatica resterà chiusa e ai cittadini americani presenti nel Paese è stato chiesto di restare al riparo.

L’episodio avviene mentre l’operazione congiunta lanciata da Washington e Tel Aviv contro Teheran entra nel quarto giorno. La risposta iraniana non si è fermata e continua a colpire obiettivi legati agli Stati Uniti nella regione, facendo salire il livello dello scontro.

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Il Dipartimento di Stato ha ordinato l’evacuazione immediata del personale non essenziale e dei familiari dalle sedi diplomatiche in Iraq, Giordania e Bahrein. Una misura che fotografa il peggioramento della situazione sul terreno e il timore di nuovi attacchi.

Il presidente Donald Trump ha reagito con parole dure. Ha annunciato che la risposta americana sarà resa nota a breve e ha ribadito che le forze armate dispongono di scorte di munizioni sufficienti per sostenere un conflitto prolungato. Allo stesso tempo ha escluso, per ora, un massiccio intervento di truppe di terra.

Sul fronte militare il Comando centrale degli Stati Uniti ha comunicato di aver distrutto infrastrutture considerate strategiche delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, tra cui basi di difesa aerea, centri di comando e piattaforme di lancio per droni e missili balistici. Gli attacchi proseguono senza interruzioni.

Anche l’esercito israeliano è impegnato su più fronti. Le forze di Tsahal hanno colpito obiettivi a Teheran e a Beirut, dichiarando di aver neutralizzato cellule iraniane mentre tentavano di attivare sistemi di difesa aerea e lanciatori di missili diretti contro i velivoli israeliani.

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, intervenendo alla televisione americana, ha spiegato che l’azione militare è stata decisa per impedire all’Iran di raggiungere la capacità nucleare. Secondo il leader israeliano, senza questo intervento Teheran avrebbe ottenuto una protezione definitiva per il proprio programma atomico.

Dalla Casa Bianca arriva anche la voce del vicepresidente JD Vance, che respinge l’idea di una nuova “guerra infinita”. L’obiettivo, ha detto, è circoscritto e riguarda la neutralizzazione della minaccia nucleare iraniana, con la promessa di evitare un conflitto senza scadenza come quelli in Iraq e Afghanistan.