Trump pronto a una guerra lunga contro l'Iran, possibile invio di truppe

Donald Trump annuncia che gli Stati Uniti sono pronti a proseguire la guerra contro l’Iran per settimane, anche valutando l’invio di truppe, dopo l’avvio dell’operazione militare Furia Epica scattata il 28 febbraio con attacchi mirati e sei soldati Usa caduti.

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Trump pronto a una guerra lunga contro l'Iran, possibile invio di truppe

Gli Stati Uniti non escludono un intervento di terra in Iran. A dirlo è Donald Trump, che dalla Casa Bianca ha chiarito la linea americana dopo l’avvio dell’operazione “Furia Epica”, partita sabato 28 febbraio. “Andremo avanti finché servirà”, ha affermato il presidente, spiegando che la campagna potrebbe durare quattro o cinque settimane, ma che Washington ha le risorse per proseguire anche oltre.

Finora il bilancio parla di sei militari statunitensi uccisi e una ventina di feriti gravi. Nessuna vittima invece tra i piloti dei tre caccia precipitati in Kuwait: secondo quanto riferito, gli aerei sarebbero stati colpiti per errore da fuoco amico, ma gli equipaggi sono sopravvissuti.

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Trump ha rivendicato risultati rapidi. La leadership militare iraniana, ha sostenuto, sarebbe stata neutralizzata nel giro di un’ora. “Siamo in anticipo rispetto ai tempi”, ha detto, respingendo l’idea di un’operazione lampo destinata a chiudersi in fretta. Il presidente ha anche preso le distanze da chi parla di guerra senza fine, pur lasciando aperta la possibilità di un impegno prolungato.

Il capo della Casa Bianca indica un obiettivo preciso: impedire a Teheran di ottenere l’arma nucleare. Secondo Trump, il governo iraniano era vicino a consolidare legalmente il proprio programma attraverso l’intesa siglata durante l’amministrazione Obama. Al momento, però, non sono stati diffusi elementi pubblici sui presunti progressi del programma atomico o su minacce immediate.

Le operazioni militari, ha aggiunto, puntano a distruggere le capacità missilistiche e navali iraniane. Washington sostiene di aver già affondato dieci navi e di aver compromesso la produzione di nuovi missili. La “grande ondata” di attacchi, ha avvertito Trump, non sarebbe ancora partita.

Più tecnico l’intervento del generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. Dal Pentagono ha confermato che le forze americane hanno raggiunto la superiorità aerea sull’Iran, condizione ritenuta essenziale per proteggere le truppe e continuare le operazioni.

L’ordine di avvio è stato firmato dal presidente venerdì alle 15:38 ora di Washington. Il Comando centrale ha ricevuto il via libera attraverso il segretario alla Difesa con un messaggio secco: operazione approvata, nessun annullamento. L’azione è iniziata alle 9:45 di sabato, ora locale.

Il generale ha avvertito che la campagna non si esaurirà in una sola notte e che potrebbero arrivare altre perdite. Nuovi reparti dell’aviazione tattica stanno raggiungendo il Medio Oriente. Sul numero complessivo di uomini impegnati non sono stati forniti dettagli, ma secondo Caine il dispositivo militare è vicino alla piena capacità operativa.