Iran, Europa pronta a difendersi mentre cresce la tensione nel Golfo
Iran, Francia Germania e Regno Unito reagiscono agli attacchi iraniani con possibili misure difensive mentre cresce la tensione nel Golfo dopo i raid Usa-Israele. I tre Paesi annunciano interventi proporzionati e contatti diplomatici.
Francia, Germania e Regno Unito si dicono pronti a intervenire per proteggere interessi e alleati nella regione del Golfo, anche con azioni difensive mirate. La presa di posizione arriva due giorni dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran, seguiti dalla risposta di Teheran con missili e droni.
Parigi, Berlino e Londra condannano i lanci iraniani, definiti indiscriminati e sproporzionati. Nel documento congiunto si parla della possibilità di colpire le capacità militari iraniane direttamente nei punti di origine, con interventi ritenuti necessari e proporzionati.
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La Francia ribadisce il proprio sostegno ai Paesi colpiti. Il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot cita in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania, coinvolti in una crisi che rischia di allargarsi. Parigi mantiene contatti diretti con i governi della regione.
Il premier britannico Keir Starmer esclude una partecipazione diretta ad azioni offensive contro l’Iran, pur confermando il via libera all’uso di basi britanniche da parte degli Stati Uniti. Londra insiste sulla necessità di una soluzione negoziata, ma difende il diritto degli alleati alla autodifesa collettiva.
L’Unione europea segue l’evoluzione della crisi con preoccupazione e invita tutte le parti a ridurre la tensione. Bruxelles chiede il rispetto del diritto internazionale e la protezione dei civili, definendo inaccettabili gli attacchi iraniani e le violazioni della sovranità nella regione.
L’Ue ricorda le sanzioni già adottate contro Teheran per la repressione interna e le attività legate ai programmi nucleari e missilistici. Non esclude nuove misure per tutelare la sicurezza europea e ribadisce l’obiettivo di impedire lo sviluppo di armi nucleari iraniane.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha parlato con l’emiro del Qatar, confermando il sostegno europeo. Nel colloquio ha evidenziato il rischio concreto di un’escalation e la necessità di fermare i programmi militari iraniani, sostenendo al tempo stesso le aspirazioni della popolazione.
Nel frattempo l’Unione rafforza la presenza navale nel Mar Rosso. Due unità francesi si aggiungeranno alla missione Aspides, portando a cinque le navi operative per proteggere il traffico marittimo, minacciato dalle tensioni in corso.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani conferma l’impegno europeo a mantenere attive le missioni Aspides e Atalanta e a lavorare su un percorso diplomatico. L’attenzione resta anche sui cittadini europei presenti nell’area, con piani coordinati per eventuali rientri.
La Nato monitora la situazione e adegua il dispositivo militare. Il comandante supremo in Europa, generale Alexus Grynkewich, segue gli sviluppi mentre l’Alleanza rafforza le difese contro possibili minacce, inclusi missili balistici e droni provenienti dalla regione.