Clinton al Congresso sui rapporti con Epstein e le tensioni con Trump

Bill Clinton testimonia al Congresso sui legami con Jeffrey Epstein e nega ogni conoscenza dei reati, mentre emergono documenti e tensioni politiche legate anche al nome di Donald Trump.

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Clinton al Congresso sui rapporti con Epstein e le tensioni con Trump

Clima teso al Campidoglio, dove Bill Clinton ha deposto davanti alla Commissione di vigilanza della Camera per chiarire i suoi rapporti con Jeffrey Epstein. L’ex presidente, 79 anni, è il primo a testimoniare in questa sede da oltre quarant’anni. L’audizione è durata diverse ore.

A differenza di Hillary Clinton, che il giorno prima si era avvalsa del quinto emendamento, l’ex capo della Casa Bianca ha scelto di rispondere alle domande. In più occasioni però ha dichiarato di non ricordare alcuni passaggi chiave, soprattutto sui punti più delicati.

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Nel suo intervento iniziale, Clinton ha negato qualsiasi coinvolgimento nei reati del finanziere. Ha spiegato di non aver mai sospettato nulla e ha assicurato che, se avesse avuto anche solo un dubbio, avrebbe denunciato Epstein personalmente. Ha anche richiamato la propria infanzia difficile per spiegare la sua attenzione verso le vittime.

Durante l’audizione ha difeso anche la moglie, sostenendo che la sua convocazione sia stata ingiustificata perché estranea ai fatti contestati.

La Commissione ha però messo sul tavolo documenti e immagini, tra cui una foto diffusa dal Dipartimento di Giustizia che ritrae Clinton in una vasca idromassaggio con una donna. L’ex presidente ha dichiarato di non conoscerla e di non aver avuto relazioni con lei, parlando di un incontro occasionale.

Restano inoltre i registri ufficiali che attestano diciassette visite di Epstein alla Casa Bianca e diversi viaggi di Clinton sul jet privato del finanziere dopo la fine del mandato. L’ex presidente ha ribadito che ogni rapporto si sarebbe concluso prima del 2003, anno della prima condanna di Epstein.

Nel corso della deposizione è emerso anche il nome di Donald Trump. Clinton ha raccontato che, durante un torneo di golf nei primi anni Duemila, Trump gli parlò di un litigio con Epstein legato a un affare immobiliare.

Secondo il presidente della Commissione James Comer e la deputata Nancy Mace, gli elementi raccolti finora tenderebbero a escludere responsabilità dirette di Trump. Una posizione che ha provocato la reazione dei democratici, con il deputato Robert Garcia che ha chiesto di convocare lo stesso Trump per una testimonianza sotto giuramento.

Al termine dell’udienza, le posizioni restano distanti. Comer ha definito l’audizione utile, mentre Mace ha parlato di possibili incongruenze nelle dichiarazioni. I repubblicani puntano ora alla pubblicazione dei video della deposizione entro ventiquattro ore, dopo la verifica formale dei verbali.