Recensione Reanimal

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Recensione Reanimal

Il nuovo incubo cooperativo dei creatori di Little Nightmares

Dopo aver ridefinito l’horror fiabesco con Little Nightmares e averne consolidato l’identità con Little Nightmares II, Tarsier Studios torna sulla scena con Reanimal, una nuova avventura horror cooperativa che promette di spingere ancora oltre i confini dell’angoscia emotiva e visiva. Non si tratta di un semplice ritorno alle atmosfere che hanno reso celebre lo studio, ma di un’evoluzione coerente e ambiziosa della loro poetica: un viaggio disturbante, carico di tensione, costruito attorno alla fragilità dell’infanzia e alla deformazione del mondo adulto. Reanimal si presenta come un’esperienza intensa, pensata per essere condivisa ma perfettamente fruibile anche in solitaria, che mette al centro la collaborazione, la sopravvivenza e un senso costante di oppressione. L’identità autoriale di Tarsier è immediatamente riconoscibile, ma qui assume contorni ancora più cupi, più disperati, più viscerali.

Recensione Reanimal

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Storia

Al centro della narrazione troviamo un fratello e una sorella, due orfani costretti ad affrontare un viaggio attraverso quello che appare come un vero e proprio inferno in terra. Il loro obiettivo è salvare gli amici scomparsi e fuggire da un luogo che un tempo chiamavano casa, ora trasformato in un incubo distorto e soffocante. La forza della storia di Reanimal non risiede tanto in dialoghi esplicativi o in lunghe sequenze narrative, quanto nell’atmosfera e nella narrazione ambientale. Il mondo che attraversiamo è frammentato, enigmatico, carico di simbolismi. La “strada principale” rappresenta solo una parte di un mosaico narrativo più ampio, fatto di luoghi misteriosi e di dettagli che suggeriscono un passato traumatico. Ogni area racconta qualcosa, spesso senza bisogno di parole. Tarsier Studios attinge ancora una volta al contrasto tra innocenza e orrore. I giovani protagonisti, pur segnati dal dolore, mostrano resilienza e una volontà di andare avanti che diventa il cuore emotivo dell’esperienza. È un horror che non punta solo a spaventare, ma a trasmettere un senso di speranza disperata, una ricerca di redenzione in mezzo alla rovina.

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Gameplay e Modalità

Reanimal è un’avventura horror cooperativa completamente giocabile sia in singolo sia in modalità coop, locale e online. La collaborazione non è un semplice elemento accessorio, ma una componente strutturale del gameplay. I due protagonisti devono lavorare insieme per superare ostacoli ambientali, fuggire dalle minacce e sopravvivere in un mondo ostile. L’esplorazione avviene sia via terra sia in barca, introducendo variazioni ritmiche interessanti e ampliando la percezione dello spazio. Tuttavia, anche nei momenti più “aperti”, il senso di claustrofobia rimane dominante. Questo è merito anche della telecamera condivisa e controllata, progettata per mantenere costantemente entrambi i personaggi nello stesso campo visivo. Tale scelta non solo rafforza il senso di unione forzata tra i due fratelli, ma amplifica la tensione: allontanarsi troppo può diventare rischioso, così come separarsi nei momenti meno opportuni. L’ingegno è fondamentale. I puzzle ambientali richiedono coordinazione e tempismo, mentre le sezioni più tese impongono furtività e prontezza. I mostri, concepiti secondo lo stile artistico distintivo dello studio, incarnano traumi e paure in forme distorte e disturbanti. Non si tratta di semplici antagonisti, ma di presenze oppressive che influenzano il ritmo e la struttura delle sequenze. La possibilità di affrontare l’intera esperienza in solitaria amplia l’accessibilità, ma è evidente che il design trovi la sua massima espressione nella cooperativa, dove comunicazione e sincronizzazione diventano parte integrante dell’immersione.

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Aspetto Tecnico

Reanimal su PlayStation 5 rappresenta un interessante esempio di come Tarsier Studios abbia cercato di coniugare una forte identità artistica con un’esecuzione tecnica moderna, ma non priva di compromessi. Il gioco sfrutta Unreal Engine 5, tecnologia che permette effetti di luce e ambienti ricchi di dettagli, utilizzando strumenti come Lumen e Nanite per ottenere texture realistiche e gestione dinamica dell’illuminazione. Questo contribuisce a un mondo visivamente denso e inquietante, in cui luci e ombre sono strumenti narrativi oltre che estetici. L’esperienza complessiva su PS5 è generalmente positiva: le recensioni criticano raramente cali drastici di frame rate nelle build finali, a conferma che la versione retail è stata ottimizzata rispetto alle prime demo tecniche. Dal punto di vista artistico, il gioco beneficia molto della potenza della console: materiali, superfici e ambienti sono definiti con cura, con un’illuminazione che non si limita a illuminare lo scenario, ma diventa parte integrante della tensione narrativa.

Su PS5 Reanimal offre due modalità grafiche principali:Performance Mode, che punta a una frequenza di 60 FPS stabile, sacrificando qualche effetto visivo per favorire maggiore fluidità nei movimenti e nelle transizioni.Quality Mode, che opta per una resa visiva più ricca a 30 FPS, con più dettagli e un’atmosfera leggermente più intensa dal punto di vista artistico.

Gli sviluppatori hanno fatto in modo che l’oscurità non sia vuoto, ma elemento attivo della scena, un modo per limitare la visuale e accrescere la claustrofobia. Sul fronte sonoro, l’uso di suoni ambientali, rumori dettagliati e variazioni dinamiche della musica contribuisce a rendere il quadro complessivo suggestivo e immersivo, anche se alcune recensioni tecniche sottolineano come la qualità audio non sia straordinaria come quella visiva, pur rimanendo efficace nell’atmosfera horror. Non mancano alcune criticità tecniche minori segnalate da chi ha già pubblicato giudizi dopo il lancio: certi bug occasionali, problemi di connessione nelle sessioni cooperative e qualche imprecisione nelle interazioni ambientali sono elementi che potrebbero venire limati con aggiornamenti post-lancio. Nel complesso, su PS5 Reanimal si pone come un titolo tecnicamente solido, con una resa visiva e sonora all’altezza dell’ambizione artistica, pur senza raggiungere la totale perfezione tecnica. L’esperienza è generalmente fluida e godibile, con un buon equilibrio tra stile grafico e prestazioni.

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Conclusioni

Reanimal, pur mantenendo le radici stilistiche dei lavori precedenti di Tarsier Studios, dimostra di voler esplorare nuove sfumature dell’horror, introducendo una componente cooperativa centrale e una narrazione ancora più stratificata. È un’esperienza che punta tutto su atmosfera, tensione e legame tra i protagonisti. Non cerca scorciatoie né spettacolarizzazioni gratuite: preferisce insinuarsi lentamente, costruire disagio, evocare emozioni contrastanti. La combinazione di esplorazione, puzzle e fuga dai mostri funziona proprio perché è al servizio di un mondo coerente e disturbante. Reanimal non è solo un horror: è un viaggio emotivo nell’oscurità, da affrontare insieme.

Voto finale 8.5 / 10

Pro

  • Direzione artistica fortemente identitaria
  • Atmosfera opprimente e coinvolgente
  • Cooperativa locale e online ben integrata
  • Narrazione ambientale profonda e suggestiva

Contro

  • Esperienza potenzialmente più incisiva in coop che in solitaria
  • Ritmo volutamente lento, non adatto a chi cerca azione costante