Arrestato a Parma per il delitto delle suore in Burundi, svolta dopo undici anni

Guillaume Harushimana è stato arrestato a Parma per il triplice omicidio delle suore saveriane in Burundi nel 2014, legato ai servizi segreti locali. L’uomo viveva da anni in Emilia e lavorava come operaio agricolo.

Burundi
Arrestato a Parma per il delitto delle suore in Burundi, svolta dopo undici anni

Dopo oltre undici anni di indagini, i carabinieri hanno fermato a Parma Guillaume Harushimana, 50 anni, ritenuto uno degli organizzatori dell’omicidio di tre religiose italiane avvenuto nel 2014 a Bujumbura, capitale del Burundi. L’uomo, che conduceva una vita apparentemente normale come operaio agricolo, è accusato di aver avuto un ruolo chiave nella preparazione del massacro.

Le vittime erano suor Olga Raschietti, 83 anni, suor Lucia Pulici, 75, e suor Bernardetta Boggian, 79, appartenenti alle Missionarie di Maria Saveriane. Le prime due furono uccise nel pomeriggio del 7 settembre 2014 nella loro casa nel quartiere Kamenge, mentre la terza venne assassinata la notte successiva, dopo essere rientrata nella missione.

Leggi anche: Triplice omicidio in Burundi, arrestato a Parma un uomo per l'uccisione di tre suore

Secondo gli inquirenti, il delitto maturò negli ambienti della polizia segreta del Burundi, in un periodo segnato da tensioni e violenze politiche. Harushimana, pur non essendo formalmente parte dei servizi, era vicino al generale Adolf Nshimirimana, indicato come mandante dell’operazione.

L’indagine ha ricostruito i preparativi: sopralluoghi nella missione, il recupero delle chiavi dell’abitazione e l’acquisto di abiti religiosi per consentire agli esecutori di muoversi senza destare sospetti. Gli assassini, dopo il primo duplice omicidio, sarebbero riusciti a entrare nuovamente nella struttura durante la notte, nonostante la presenza di forze dell’ordine, anche grazie all’uso di uniformi.

Il movente, secondo la Procura, potrebbe essere legato a più fattori. Da una parte la gestione dei fondi destinati al centro giovanile saveriano, dall’altra un possibile rito propiziatorio richiesto dal generale Nshimirimana, che aspirava alla presidenza del Paese. Il militare fu poi ucciso pochi mesi dopo in un agguato.

Le indagini sono state riaperte a Parma dopo nuove segnalazioni e approfondimenti giornalistici, che hanno portato alla riapertura del fascicolo. Negli anni non sono mancati tentativi di depistaggio, tra falsi colpevoli e testimoni eliminati, che hanno rallentato l’accertamento dei fatti.