Marianna Pietropolli morta dopo la caduta dal quarto piano a Milano
Marianna Pietropolli è morta cadendo dal quarto piano a Milano mentre tentava di fuggire nella notte. I segni lasciati sulla grondaia indicano che la 31enne cercava di scendere lungo il tubo di scolo prima di perdere la presa e precipitare nel cortile.
I segni scuri rimasti sulla grondaia raccontano gli ultimi istanti di Marianna Pietropolli, 31 anni. La donna è precipitata dal quarto piano di un edificio di via Depretis 69, nel quartiere Sant’Ambrogio II alla Barona, poco dopo l’una di notte tra lunedì e martedì. Un volo di oltre dieci metri che non le ha lasciato scampo.
Sul canale di scolo sono visibili lunghe striature nere. Gli investigatori ritengono che Marianna sia uscita da una finestra e abbia provato a calarsi lungo la tubatura, cercando appoggio con i piedi. Non un gesto volontario per togliersi la vita, ma un tentativo di fuga finito tragicamente quando la presa è venuta meno.
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I sanitari dell’Areu e del 118 sono arrivati rapidamente, ma per la donna non c’era più nulla da fare. Di origine brasiliana, era cresciuta in Italia e risultava residente a Settimo Milanese con la famiglia, che il 30 gennaio ne aveva denunciato la scomparsa, già avvenuta in passato.
Da alcune settimane si trovava nell’appartamento Aler di via Depretis insieme al compagno, un italiano di 49 anni con precedenti. L’alloggio, occupato abusivamente, risulta assegnato a Cosimo Panaiia, 63 anni. Il cognome è legato a un altro caso di cronaca recente: è il padre di Gino Panaiia, il 25enne scomparso a Zibido San Giacomo nella notte di Halloween 2024 e ritrovato morto nel Naviglio Pavese sei giorni dopo.
I vicini raccontano che l’appartamento era stato sgomberato e chiuso mesi fa, poi nuovamente riaperto. La notte della caduta il compagno non era in casa. All’interno c’era un subaffittuario, anche lui con precedenti, che ha dichiarato di non aver sentito nulla.
I carabinieri del Comando provinciale di Milano non hanno rilevato segni di colluttazione. Si indaga sull’ipotesi che la donna volesse sottrarsi a una situazione che la spaventava o a una permanenza forzata. Non risultano denunce per violenze, ma gli accertamenti si concentrano sul rapporto segnato dalla tossicodipendenza e su eventuali forme di controllo esercitate dal compagno.
L’abitazione è stata posta sotto sequestro. I militari di Porta Magenta stanno esaminando le immagini delle telecamere della zona, mentre si attende l’autopsia per chiarire ogni dettaglio della caduta.