Sanremo 2026, Nayt debutta con Prima che tra musica e ferite personali
Nayt debutta al Festival di Sanremo 2026 con Prima che e porta all’Ariston una storia segnata dall’assenza del padre. Il rapper romano, nato a Isernia nel 1994, ha costruito la sua identità tra musica introspettiva e ferite personali.
Nayt sale per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo 2026. Tra i 30 Big in gara, presenta “Prima che”, brano scelto per il debutto all’Ariston nella serata inaugurale del 24 febbraio. Per il rapper è un passaggio atteso, dopo anni passati a costruire un percorso lontano dalle logiche televisive.
All’anagrafe William Mezzanotte, è nato a Isernia il 9 novembre 1994 ma è cresciuto a Roma. Muove i primi passi nella scena urban nel 2009 e, disco dopo disco, si ritaglia uno spazio preciso nel rap italiano. In studio ha inciso otto album, spingendo sempre più sulla scrittura personale e su sonorità che mescolano rap, soul e R&B.
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La svolta arriva con la trilogia di Raptus, che lo fa conoscere a un pubblico più ampio grazie a testi diretti e carichi di tensione emotiva. In seguito amplia il suo stile con MOOD e DOOM, mentre nel 2022 pubblica HABITAT, lavoro più melodico. Con Lettera Q, uscito nel 2024, conquista il primo posto nella classifica FIMI e piazza tutti i brani nella Top 50 di Spotify nelle prime 24 ore.
Gran parte della sua produzione nasce da un vuoto preciso: l’assenza del padre. In un’intervista al podcast di Luca Casadei ha raccontato di essere stato disconosciuto e di aver dovuto crescere senza un riferimento maschile. “Sono diventato padre di me stesso”, ha spiegato. Un’esperienza che ha segnato il modo di vivere le relazioni e il bisogno costante di controllo.
Nei suoi testi ritorna spesso l’idea di una mascolinità diversa, più fragile e consapevole. Scrive di paure, dipendenze, amicizie finite, del timore di fidarsi e restare deluso. L’obiettivo è spezzare una catena e costruire qualcosa di nuovo, anche nella vita privata: trovare un amore stabile e, un giorno, diventare padre.
“Prima che” segue questa linea. È un pezzo essenziale, quasi spoglio, che alterna confessione e domanda. Parla del mostrarsi senza filtri, del rischio di esporsi e del desiderio di essere visti per quello che si è davvero. Un testo che mette al centro il confronto tra due persone e la fatica di restare autentici in un tempo dominato da apparenze e giudizi.