Fulminacci a Sanremo 2026 con Stupida sfortuna tra musica e vita privata
Fulminacci torna a Sanremo 2026 con Stupida sfortuna dopo anni di crescita artistica. Il cantautore romano, classe 1997, riparte dal palco dell’Ariston con un brano che racconta solitudine e smarrimento.
Fulminacci è tra i protagonisti del Festival di Sanremo 2026. Per lui si tratta di un ritorno: era già salito sul palco nel 2021 con “Santa Marinella”. Stavolta presenta “Stupida sfortuna”, una canzone che mette al centro sensazioni intime e immagini quotidiane, sospese tra malinconia e incertezza.
All’anagrafe Filippo Uttinacci, nasce a Roma nel 1997. Il nome d’arte deriva proprio dal cognome, trasformato in qualcosa di più leggero e ironico. Prima di dedicarsi completamente alla musica, prova anche la recitazione, partecipando a un cortometraggio e a un videoclip legato a una serie televisiva.
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La passione per le canzoni arriva presto. A 16 anni scrive i primi testi, ma decide di non pubblicarli. Il percorso prende forma solo qualche anno dopo, quando tra i 18 e i 19 anni compone i brani che daranno vita al suo primo progetto discografico.
Il debutto ufficiale arriva nel 2019 con “La vita veramente”. Il disco riceve attenzione da critica e pubblico. Nello stesso periodo si esibisce al Concertone del Primo Maggio e ottiene riconoscimenti come la Targa Tenco per la miglior opera prima e il Premio M.E.I. come emergente.
Dopo il ritorno sul palco del Primo Maggio nel 2020, nel 2021 entra tra i Big di Sanremo. Con “Santa Marinella” si piazza a metà classifica, ma consolida il suo stile nel panorama pop italiano.
Nel 2023 pubblica il singolo “Tutto inutile” e l’album “Infinito +1”. Il progetto include collaborazioni con altri artisti e introduce un brano aggiunto in un secondo momento, pensato come riflessione sui legami umani, raccontati in modo semplice e diretto.
Molto riservato, Fulminacci tiene lontana la sua vita privata dai riflettori. In passato è stato legato all’attrice Lia Grieco, una relazione vissuta con discrezione e terminata senza esposizione mediatica.
Il nuovo brano presentato a Sanremo nasce da immagini precise. L’artista lo descrive come un tardo pomeriggio invernale, con un senso di solitudine che attraversa tutta la canzone. Il significato resta aperto, affidato a chi ascolta e alle emozioni che riesce a evocare.