Samurai Jay a Sanremo 2026, debutto all'Ariston tra radici napoletane e nuovo singolo Ossessione

Samurai Jay debutta a Sanremo 2026 con Ossessione dopo anni nella scena rap campana. Nato a Mugnano di Napoli, il rapper porta sul palco dell’Ariston un percorso costruito tra radici locali, successi virali e collaborazioni importanti.

Samurai Jay
Samurai Jay a Sanremo 2026, debutto all'Ariston tra radici napoletane e nuovo singolo Ossessione

Samurai Jay, all’anagrafe Gennaro Amatore, è tra i protagonisti del Festival di Sanremo 2026. Per il rapper campano si tratta dell’esordio in gara sul palco dell’Ariston, dove presenta il brano inedito “Ossessione”, segnando una nuova tappa della sua carriera.

Nato nel 1998 a Mugnano di Napoli, cresce in provincia e si avvicina presto alla musica. Il suo stile prende forma proprio lì, tra influenze urbane e vita quotidiana. Il nome d’arte nasce quasi per scherzo: “Samurai” gli viene dato da un amico, mentre “Jay” richiama il soprannome legato al suo nome, Gennaro.

Leggi anche: Sanremo 2026 tra folla e sicurezza rafforzata all'Ariston Sanremo si riempie già di fan per il Festival 2026, spinto dall’arrivo degli artisti e dai preparativi.

Il suo percorso musicale è vario. Accanto ai riferimenti della scena rap napoletana, come i Co’Sang, si affiancano modelli internazionali come Jay-Z e sonorità più ibride ispirate ai Linkin Park. Una miscela che si riflette nelle sue produzioni.

I primi passi arrivano con “Promessa III”, inserito nell’EP d’esordio “Promesse”. Poi la crescita passa da singoli come “Sorry Mama” e “Audemars”, realizzato insieme a MV Killa e Yung Snapp. Negli anni collabora con artisti come Geolier, Lele Blade, Shiva e Guè, consolidando la sua presenza nella nuova scena campana.

Nel 2020 pubblica il primo album in studio, “Lacrime”, dove mostra un lato più personale. Cinque anni dopo torna al centro della scena con “Halo”, brano diventato virale su TikTok grazie alla collaborazione con Vito Salamanca.

Il legame con le origini resta centrale. Samurai Jay vive ancora a Mugnano di Napoli e racconta spesso la sua famiglia e le difficoltà iniziali. Il momento più forte, racconta, è stato vedere la reazione della madre quando è stato annunciato tra i partecipanti al Festival.

Non è la prima volta all’Ariston: nel 2021 aveva già calcato quel palco insieme a Gigi D’Alessio e altri artisti napoletani con “Guagliune”. Stavolta però si presenta da solista, con un approccio semplice e diretto, come quando da ragazzo si esibiva davanti allo specchio.

Per la serata delle cover sceglie “Baila Morena” di Zucchero, accompagnato da Roy Paci e Belén Rodríguez. Una performance costruita su un riarrangiamento pensato per valorizzare l’energia del brano e la presenza scenica degli ospiti.

Ossessione” nasce in modo spontaneo, in studio con Vito Salamanca. Il pezzo racconta la spinta che lo ha riportato a fare musica dopo una pausa, trasformando quella tensione in qualcosa di positivo e creativo.