Luchè a Sanremo 2026, dalla periferia di Napoli al palco dell'Ariston

Luchè debutta a Sanremo 2026 con Labirinto dopo un percorso segnato da periferia, musica e tensioni personali. Il rapper napoletano porta all’Ariston una storia fatta di scelte radicali e ripartenze tra Napoli e Londra.

Luchè
Luchè a Sanremo 2026, dalla periferia di Napoli al palco dell'Ariston

Luchè, al secolo Luca Imprudente, è tra i protagonisti del Festival di Sanremo 2026, dove si presenta per la prima volta con il brano “Labirinto”. Nato a Napoli il 7 gennaio 1981, ha costruito la sua carriera tra rap e produzione, partendo da contesti difficili e muovendosi presto all’estero in cerca di occasioni.

Gli inizi risalgono alla fine degli anni Novanta, quando insieme a Ntò fonda i Co’Sang. Il progetto prende forma dopo alcune modifiche alla formazione iniziale e diventa uno dei riferimenti della scena partenopea. Lo scioglimento nel 2012 segna un passaggio complicato, che lo spinge a lasciare l’Italia e trasferirsi a Londra.

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In Inghilterra apre una pizzeria con un amico e, parallelamente, avvia il percorso da solista. Il primo disco, “L1”, lo porta a collaborare con nomi di rilievo come Marracash, Club Dogo ed Emis Killa. Negli anni successivi amplia le attività tra musica e impresa, tra Londra e New York, lanciando anche un marchio di abbigliamento.

Il 2022 segna una svolta con “Dove volano le aquile”, album che debutta direttamente in vetta alla classifica FIMI. Un risultato che consolida la sua posizione nel panorama rap italiano.

Nel 2023 finisce al centro di uno scontro a distanza con Salmo. Tutto nasce da alcune barre contenute in “64 Bars”, a cui Luchè risponde con “Estate dimmerda 2”. La replica dell’artista sardo arriva il giorno dopo con “Dove volano le papere”. Col tempo i toni si abbassano e Luchè ridimensiona l’episodio, spiegando che oggi non sentirebbe il bisogno di riaprire la questione.

Dietro la carriera c’è un’infanzia complicata. Cresciuto nelle periferie di Napoli, racconta di un ambiente duro e di una famiglia segnata dalla separazione dei genitori durante l’adolescenza. Nonostante questo, riconosce il ruolo fondamentale dei genitori, entrambi insegnanti, nel suo percorso.

Tra gli episodi più difficili, ricorda un’aggressione subita a 18 anni, quando durante una lite un uomo gli puntò una pistola alla testa senza sparare. Un’esperienza che lo ha segnato profondamente.

Oggi convive con l’ansia e attacchi di panico, che gestisce con tecniche di respirazione. Descrive una sensazione costante di urgenza, come se il tempo non bastasse mai, condizione che influenza anche il lavoro in studio.

Labirinto”, il brano portato a Sanremo, riflette questo stato d’animo. Racconta il senso di smarrimento, le relazioni che si spezzano e la difficoltà di trovare una via d’uscita. Una traccia personale, costruita su fragilità e tensione, che rispecchia il percorso umano e artistico di Luchè.