Dargen D'Amico a Sanremo 2026, carriera e identità dell'artista milanese
Dargen D’Amico torna a Sanremo 2026 con Ai ai, tra ironia e critica ai social e all’intelligenza artificiale. Il cantautore milanese, nato nel 1980, porta sul palco il suo stile unico fatto di rap e scrittura d’autore.
Dargen D’Amico è tra i protagonisti del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Ai ai”. Per lui non si tratta di un debutto: era già salito sul palco dell’Ariston nel 2022 con “Dove si balla” e nel 2024 con “Onda alta”, consolidando negli anni una presenza riconoscibile e fuori dagli schemi.
All’anagrafe Jacopo Matteo Luca D’Amico, nasce a Milano nel 1980 da una famiglia originaria di Filicudi. Il nome d’arte deriva da “D’Argento” e si pronuncia con l’accento sulla prima sillaba. L’incontro con il rap avviene presto, tra sfide di freestyle nei locali milanesi durante l’adolescenza.
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Proprio in quegli anni conosce Jake La Furia e Guè Pequeno, con cui fonda il gruppo Sacre Scuole. Nel 1999 pubblicano “3 MC’s al cubo”, uno dei primi progetti che lo porta a farsi notare nella scena hip hop italiana.
Dal 2006 avvia la carriera solista con “Musica senza musicisti”, seguito da lavori in cui emerge sempre più una scrittura personale. Dargen definisce il suo stile “cantautorap”, una fusione tra linguaggio hip hop e sensibilità da cantautore, con riferimenti che spaziano da Lucio Dalla a Franco Battiato.
Negli anni amplia il pubblico anche grazie a collaborazioni con artisti come Fedez, J-Ax, Fabri Fibra e Marracash. Il brano “Bocciofili”, pubblicato nel 2013 insieme a Fedez e Mistico, segna un passaggio importante verso la popolarità.
Parallelamente continua a pubblicare album e a lavorare come autore per altri artisti. Nel 2021 firma brani per Annalisa e per Francesca Michielin e Fedez in gara a Sanremo. L’anno successivo entra anche nella giuria di X Factor Italia.
Molto riservato sulla vita privata, ha sempre tenuto lontano il gossip. A colpire è invece la sua immagine pubblica, costruita anche attraverso un elemento diventato iconico: gli occhiali da sole. Li indossa per scelta, come una sorta di barriera tra sé e il pubblico.
Nel 2024 aveva portato sul palco un outfit decorato con peluche, ispirato a Franco Moschino, per richiamare le vittime più fragili dei conflitti e le tragedie nel Mediterraneo. Un modo diretto per unire estetica e messaggio.
Con “Ai ai”, Dargen D’Amico gioca sul doppio significato legato all’intelligenza artificiale e alle relazioni contemporanee. Il testo alterna ironia e immagini quotidiane, toccando il rapporto con i social e le contraddizioni della vita digitale.