Sanremo 2026 ricorda Peppe Vessicchio il maestro che ha segnato il Festival
Carlo Conti ricorda Peppe Vessicchio al Festival di Sanremo 2026 dopo la sua morte per polmonite interstiziale. Il maestro, scomparso a 69 anni, sarà omaggiato nella prima serata con un tributo alla sua lunga carriera.
Il Festival di Sanremo 2026 apre con un tributo a Peppe Vessicchio, scomparso l’8 novembre scorso a 69 anni all’ospedale San Camillo di Roma. Carlo Conti lo ricorderà durante la prima serata, riportando sul palco dell’Ariston il nome di uno dei direttori d’orchestra più amati dal pubblico.
Per molti spettatori bastava una frase per riconoscerlo: “Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio”. Poi il gesto della bacchetta e l’orchestra prendeva forma, precisa e armoniosa. Con lui, ogni esibizione trovava equilibrio, senza forzature.
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Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio cresce in un ambiente dove la musica è parte della vita quotidiana. Dopo il diploma in pianoforte, lavora come arrangiatore per artisti come Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri e Lina Sastri. Negli anni Ottanta arriva la collaborazione con Gino Paoli, da cui nascono brani destinati a durare nel tempo.
In quel periodo partecipa anche all’esperienza de I Trettré, ma lascia presto il gruppo per dedicarsi solo alla musica. Una scelta netta, lontana da scorciatoie, che segna il resto della sua carriera.
Il debutto a Sanremo arriva nel 1990. Da allora diventa una presenza stabile sul palco, fino a trasformarsi in un volto familiare per milioni di italiani. Nel corso degli anni ottiene premi come miglior arrangiatore e riconoscimenti importanti, tra cui quello assegnato da una giuria guidata da Luciano Pavarotti.
Vince il Festival quattro volte come direttore d’orchestra, accompagnando artisti diversi tra loro, da Avion Travel ad Alexia, fino a Valerio Scanu e Roberto Vecchioni. Sul palco lavora anche con Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Arisa e molti altri.
La sua attività non si limita a Sanremo. È autore, compositore e insegnante. In televisione diventa un volto noto grazie al talent Amici, dove forma giovani artisti con uno stile diretto e mai rigido. Le sue lezioni puntano sull’ascolto e sul rispetto della musica.
Negli ultimi anni porta avanti anche progetti fuori dai circuiti tradizionali. Nel 2024 una sua composizione da camera, “Tarantina”, viene eseguita dall’Orchestra del Teatro alla Scala. Parallelamente si dedica a un’iniziativa legata al vino, sperimentando l’affinamento con frequenze sonore insieme all’imprenditore Riccardo Iacobone.
Parte dei proventi di questo progetto finanzia borse di studio per giovani musicisti. L’obiettivo è sostenere chi non ha accesso alla formazione musicale, portando strumenti e opportunità anche nei contesti più difficili.
Direttore in Italia e all’estero, impegnato anche nel sociale e nella televisione, Vessicchio ha attraversato generi e generazioni mantenendo uno stile riconoscibile. Dietro ogni progetto, la stessa idea: cercare un equilibrio tra suono, tempo e persone.