Regeni, il processo riparte a Roma dopo la decisione della Consulta
Il processo per Giulio Regeni riparte dopo lo stop legato alla Consulta, che ha chiarito le regole sui consulenti delle difese. La legale della famiglia parla di stanchezza ma anche di rinnovata energia grazie al sostegno ricevuto.
Il procedimento per la morte di Giulio Regeni torna in aula a Roma dopo mesi di pausa. Davanti alla Prima Corte di Assise riprende il giudizio nei confronti di quattro agenti dei servizi egiziani, accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio del ricercatore friulano, ucciso in Egitto dieci anni fa.
All’esterno del tribunale di piazzale Clodio, l’avvocata Alessandra Ballerini, che assiste i genitori del giovane, ha spiegato il clima con cui la famiglia affronta questa nuova fase. Ha parlato di fatica accumulata, ma anche di una spinta che arriva dal sostegno ricevuto negli anni, cresciuto invece di affievolirsi.
Leggi anche: Processo Giulio Regeni, la Consulta sblocca le consulenze e si torna in aula a febbraio Il procedimento per la morte di Giulio Regeni tornerà in aula a febbraio.
Secondo la legale, il tempo trascorso non ha indebolito l’attenzione attorno al caso. Al contrario, ha allargato la partecipazione e rafforzato la rete di solidarietà. “Chi pensava che tutto si sarebbe spento ha sbagliato i conti”, ha detto, sottolineando come ora l’obiettivo sia arrivare fino in fondo.
Lo stop era legato alla decisione della Corte costituzionale, intervenuta sulle garanzie per la difesa e sulla nomina dei consulenti. Con il deposito della sentenza, è stato chiarito che anche gli eventuali esperti indicati dagli imputati saranno pagati dallo Stato italiano, al pari degli avvocati.
Chiuso questo passaggio, il processo può riprendere regolarmente. La famiglia Regeni e i loro legali si preparano così a tornare in aula, con l’intenzione di ottenere una ricostruzione completa dei fatti e delle responsabilità.